Tumore al pancreas, ecco perchè preoccupa gli oncologi

Il tumore al pancreas preoccupa gli oncologi, negli ultimi cinque anni il numero di casi è cresciuto del 18%. Data la gravità di questa patologia, la ricerca sta attivamente cercando una soluzione in grado di colpire in modo selettivo le cellule tumorali con l’uso di nuovi farmaci. Secondo gli ultimi dati dei Registri tumori italiani, con oltre 13 mila nuove diagnosi ogni anno in Italia, il cancro al pancreas è uno tra quelli più temuti. Ha un’incidenza pari al 4% di tutte le neoplasie tra maschi e femmine e, nelle donne con oltre 70 anni, è tra i cinque tumori più frequenti.

Per sensibilizzare e informare su questa malattia è in programma il World Pancreatic Cancer day, che si celebra quest’anno in tutto il mondo il 17 novembre. L’andamento temporale dell’incidenza di questa neoplasia è in crescita significativa tra gli uomini. In termini di sopravvivenza si tratta di una delle forme tumorali più aggressive: solo il 7% degli uomini e il 9% delle donne sopravvivono a 5 anni, senza sensibili scostamenti di prognosi negli ultimi 20 anni. E secondo le stime più recenti le cose sono destinate a peggiorare: si prevede che nel 2020 il tumore al pancreas arriverà al secondo posto tra le cause di morte per cancro.

A oggi non esistono metodi per la diagnosi precoce del carcinoma del pancreas. La malattia è per lungo tempo asintomatica e solamente il 7% dei casi viene diagnosticato in stadio iniziale. L’asportazione completa del tumore resta la terapia d’elezione, ma la chirurgia pancreatica è una pratica molto difficile. Tra i fattori di rischio, il fumo è in prima linea: la proporzione di carcinoma pancreatico in chi accende la sigaretta è dell’ordine del 20-30% nei maschi e del 10% nelle femmine. Ma possono influire anche obesità, ridotta attività fisica, alto consumo di grassi saturi e scarsa assunzione di verdure e frutta fresca.

Nel 2020 colpirà a livello globale 418mila persone e diventerà la seconda causa di morte per cancro in Europa. Le nostre conoscenze risultano ancora limitate e i programmi di screening sono inesistenti. In Italia solo il 7% dei casi è diagnosticato allo stadio iniziale. La prevenzione primaria è quindi ancora più importante. Scarsa attività fisica, alimentazione ricca di grassi e zuccheri e chili di troppo sono tutti fattori di rischio che possono essere contrastati attraverso corrette campagne informative”.

In occasione della Giornata Mondiale sarà dunque distribuito su tutto il territorio nazionale l’opuscolo relativo al progetto Cooking Comfort Care-la nutrizione per la lotta contro il tumore del pancreas: “L’obiettivo è creare una nuova alimentazione per contrastare la malnutrizione, un fenomeno che interessa l’80% dei malati”, aggiunge Pinto. Grazie alla ricerca si registrano però dei passi avanti: “Oggi – afferma Evaristo Maiello, presidente del Gruppo Oncologico Italia Meridionale GOIM – abbiamo a disposizione una nuova arma terapeutica. E’ il principio attivo nab-paclitaxel, un farmaco che sfrutta le nanotecnologie ed è in grado di penetrare all’interno del cancro. Ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza e di provocare minori effetti collaterali”.

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