Tumore gastrico: ogni anno 13 mila nuovi casi, importante seguire la terapia

Il tumore allo stomaco è al sesto posto per incidenza, in egual misura tra uomini e donne. Ogni anno sono 13 mila i nuovi casi di carcinoma gastrico e altrettanti sono attesi nel 2016 in Italia. Sono questi i dati con cui si è aperto a Roma il I Convegno nazionale sul tema “Tumore gastrico: una sfida da vincere insieme” organizzato dall’Associazione “Vivere senza stomaco si può”, a cui hanno preso parte studiosi, pazienti e familiari, rappresentanti del ministero della Salute e della Regione Lazio.

L’Associazione Onlus Vivere senza Stomaco è l’unica associazione italiana dedicata al tumore dello stomaco, ha sede a Ferrara e conta 1400 iscritti. Quasi 73 mila diagnosi di carcinoma gastrico in Italia, in maggioranza uomini, l’Associazione si preoccupa di stare concretamente vicino i pazienti e le loro famiglie fornendo risposte alle problematiche che si presentano ogni giorno.

La vita cambia quando viene diagnosticato un tumore, qualunque esso sia. Quello allo stomaco richiede un cambiamento nelle abitudini alimentari, si può vivere senza stomaco o con una piccola parte di esso è questo il messaggio che lancia l’Associazione al primo convegno nazionale sul tema. Il rischio malnutrizione è serio, il primo effetto post resezione è un calo ponderale importante e, successivamente, un cambio nell’alimentazione e non solo.

Occorre tenere costantemente sotto controllo l’assorbimento di ferro, vitamina B12, folina, vitamina D e della glicemia. “Ne consegue una stanchezza difficile da quantificare e che pregiudica definitivamente la qualità della nostra vita” spiega il presidente dell’Associazione Vivere senza stomaco Claudia Santangelo, 49 anni a cui è stato asportato lo stomaco in seguito alla diagnosi di carcinoma gastrico.

Devono mangiare poco e spesso, 6/7 pasti al giorno cercando di non ingerire aria e quindi occorre mangiare molto lentamente. Alcuni pazienti possono subire dei cali glicemici importanti e quindi essere soggetti a complicanze, con il tempo possono  insorgere altre complicanze legate al diverso modo di nutrirsi come la sazietà precoce, il calo dell’appetito o la sindrome da svuotamento dello stomaco che si verifica quando il cibo non digerito si muove velocemente nel piccolo intestino provocando crampi addominali, nausea e diarrea.

Per cui è necessario valutare con costanza la nutrizione, l’assorbimento delle sostanze e tenere sotto controllo la glicemia. Per farlo i pazienti devono innanzitutto auto-disciplinarsi ed essere seguiti in modo adeguato dal medico di famiglia che non sempre è formato sulla specifica neoplasia. Per queste difficoltà spesso i pazienti abbandonano le terapie come la chemioterapia per affidarsi a cure pseudoscientifiche non convenzionali.

Putroppo il tumore allo stomaco non offre moltissime possibilità di sopravvivenza, specialmente se non curato adeguatamente. È quindi estremamente importante poter contare su una diagnosi precoce, sulla possibilità di essere presi in carico in centri di eccellenza (dove trovare seri professionisti specializzati nel trattare di tumore allo stomaco: chirurghi, oncologi, nutrizionisti, psiconcologi) e sull’avere accesso alle cure farmacologiche più adeguate” ha affermato ancora Claudia Santangelo.

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