Vaccinazioni in calo, in Italia torna la difterite

La copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza, registrato il primo caso di difterite. A dichiararlo Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, nel suo intervento a congresso di pediatria a Firenze. “Si è verificato un primo caso di nodulo difterico, spia di un contatto con il batterio che non si è  evoluto nella malattia, perché il microrganismo è stato contrastato dal sistema immunitario”, ha aggiunto. Questo significa che c’è stato un contatto con il batterio Corynebacterium diphtheriae.

“Temiamo che, a causa del calo delle vaccinazioni in Italia, si possa verificare il ritorno di una malattia considerata quasi scomparsa”, ha sottolineato Ricciardi. La difterite è  una grave infezione che in stadi avanzati può danneggiare gravemente gli organi. Ed è una di quelle malattie che si considera quasi scomparsa grazie alle vaccinazioni, ora in calo nel nostro paese.

Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo.

È necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali. E’ inammissibile che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza, possa avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, di un atto che ha anche un valore etico per la tutela della salute pubblica. In questo senso è necessaria una nuova alleanza tra medici, operatori sanitari, ricercatori e industria per evitare che il patrimonio di salute pubblica conquistato in anni di campagne vaccinali vada disperso.

Se oggi è possibile avanzare dubbi sull’opportunità di una campagna vaccinale è perché probabilmente si è persa la memoria storica delle epidemie e della mortalità infantile che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falcidiavano letteralmente intere generazioni.
Spetta agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale per primi ristabilire questa memoria e difenderla dalle campagne denigratorie che mettono a rischio la salute di tutti e perciò il valore più alto del loro lavoro quotidiano

Allarme anche per il morbillo – Il numero uno dell’Iss ha poi parlato del morbillo, spiegando come in Italia al momento ci siano 670mila bambini che rischiano di contrarlo, sempre a causa della reticenza ai vaccini. “A questi – ha dichiarato – vanno aggiunti circa un milione e mezzo di giovani adulti a rischio, per un totale di circa 2 milioni di persone suscettibili all’infezione”.

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