Depressione: una vera epidemia, ma solo un terzo si cura

La depressione è diventata una vera epidemia con 350 milioni di depressi in tutto il mondo, 30 milioni in Europa e 4 milioni in Italia. Una malattia che non viene curata, solo un terzo dei depressi si cura, le motivazioni sono da ricercare in diversi fattori quali il non riconoscere la malattia, la paura di non essere compresi, l’isolamento sociale.

Non è un disturbo per vecchi. Colpisce chiunque e a qualunque età, ma è frequente maggiormente negli individui tra i 25 e i 44 anni ed è due volte più comune nelle donne adolescenti e adulte secondo l’Associazione di Psicologia Cognitiva e Scuola di Psicoterapia Cognitiva.

Perché solo un italiano su tre si cura? Perché la depressione isola, il depresso non prova più interesse per nulla, è irritabile, è sempre stanco, ha pensieri negativi, percepisce la vita come senza senso. L’isolamento porta ad allontanarsi da tutto e tutti, dall’ambito familiare e quello lavorativo e se anche si continua a lavorare lo si fa senza il dovuto impegno con un calo produttivo importante.

Se tutti i malati di depressione si curassero, in alcuni casi si può anche guarire, questo avrebbe un impatto sulla sanità pubblica, ma nel complesso aumenterebbe la produttività di tutti i depressi secondo Americo Cicchetti, direttore di Altems (Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari), “se da un lato curare un maggior numero di persone vuol dire spendere più soldi per i farmaci o per gli ospedali, dall’altro vuol dire creare nuove risorse perché aumenta la produttività sul lavoro. Oltre che il valore intrinseco che ha il tirare fuori una persona dalla depressione”.

I fattori principali che portano alla malattia sono stati individuati nella biologia e nella psicologia. Dunque, una predisposizione ereditaria e le esperienze accumulate soprattutto in età infantile possono avere effetti negativi e portare sulla strada della depressione soprattutto quando i due fattori interagiscono tra loro.

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) ha mostrato scientificamente una buona efficacia sia sui sintomi acuti che sulla ricorrenza. A volte è necessario associare la TCC ai farmaci antidepressivi o ai regolatori dell’umore, soprattutto nelle forme moderate-gravi. L’associazioni della Terapia Cognitivo-Comportamentale e i farmaci aumentano l’efficacia della cura.

La depressione clinica o disturbo depressivo maggiore, MDD (Major depressive disorder), si riconosce quando per almeno due settimane si presentano sintomi hanno un effetto negativo sui rapporti sociali, sul lavoro o in famiglia. Tra i sintomi vi sono:

  • Tristezza per la maggior parte del giorno.
  • Anedonia o apatia: diminuzione o perdita di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno.
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio.
  • Astenia: perdita o mancanza di energia/slancio vitale o prostrazione fisica.
  • Disturbi d’ansia.
  • Insonnia (dormire poco) o ipersonnia (dormire troppo).
  • Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito (iperfagia).
  • Disturbi psicosomatici (gastriti, mal di testa, dolori vari ecc.).
  • Diminuzione o perdita di motivazioni personali, capacità di pensare, concentrarsi, risolvere problemi, prendere iniziative, decisioni, agire (rallentamento ideativo, inerzia, svogliatezza o abulia) e pianificare il proprio futuro (sintomi cognitivi).
  • Tendenza all’isolamento, alla solitudine, alla sedentarietà, scarsa cura di sé e autoabbandono con diminuzione dei rapporti sociali e affettivi (sintomi affettivi).
  • Sentimenti di inquietudine, impotenza, rassegnazione, diminuzione di autostima, inutilità, sfiducia, delusione costante, pessimismo sul futuro, vittimismo, negativismo sul presente, perdita del senso di vivere, senso di vuoto, tendenza al pianto, fino a senso di fallimento, sconforto o disperazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa, recriminazione, risentimento e rimuginazione.
  • Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, l’elaborazione di un piano specifico per commetterlo oppure un tentativo di metterlo in atto.

Non tutti riescono a guarire dalla depressione, però una cura esiste per riuscire almeno a conviverci. Si definisce Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, un percorso lungo il quale il paziente viene indirizzato verso la consapevolezza della malattia, primo passo per liberarsene gradualmente. Inoltre, particolare attenzione è rivolta alla ricaduta essendo la depressione una malattia ricorrente. La psicoterapia ricorre anche all’uso degli antidepressivi nei casi più gravi.

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