Galileo, il sistema satellitare europeo, entra in funzione

Galileo, il sistema satellitare europeo, da domani 15 dicembre sarà operativo anche se la costellazione sarà  completamente operativa nel 2020.  Ci sono voluti 17 anni e circa 10 miliardi di euro di investimenti per portare a compimento un progetto che avrà effetti positivi non solo sull’utilizzo del sistema satellitare, ma anche nelle casse della Comunità Europea.

Ci sono state diverse problematiche, blocchi, problemi tecnici, ma alla fine l’Agenzia Spaziale Europea è riuscita a completare la sua opera portando in orbita una costellazione di 30 satelliti. Saranno 24 quelli operativi distribuiti su 6 piani orbitali, gli altri sei serviranno da ricambio nel caso di malfunzionamento di uno dei satelliti della costellazione principale.

L’Europa si affranca così dai sistemi satellitari statunitensi, GPS, e russo, GLONASS,  garantendo una maggiore precisione e una maggiore velocità di elaborazione dei dati. La piena operatività della costellazione europea  è prevista per il 2020, ma già ci sono alcuni sistemi che utilizzano Galileo come i trasporti e i dispositivi mobili come smartphone.

Secondo Qualcomm, ad esempio, sono già tanti i dispositivi che possono utilizzare Galileo come satellite. Certamente tutti quelli dotati di un processore Snapdragon recente e anche quelli più vecchi potranno utilizzarlo grazie ad un semplice aggiornamento del firmware.

Il vantaggio  di utilizzare il nuovo sistema europeo è una maggiore precisione rispetto ai principali concorrenti russi e statunitensi, sono sistemi satellitare datati in funzione dal 1995. Il servizio europeo ha più satelliti che circondano il globo e molta più potenza di elaborazione dei dati a sua disposizione.

Così come gli europei anche la Cina sta cercando di aderire a questa particolare corsa allo spazio. Il suo sistema satellitare Compass, in precedenza chiamato Beidou, sta già operando su scala limitata, ma dovrebbe essere offerta ai clienti a livello mondiale a partire dal 2020.

Il sistema di navigazione e posizionamento sono già in uso, ma il loro ruolo futuro potrebbe essere ancora più cruciale, per esempio nel caso di auto a guida autonoma è richiesta un’accuratezza fino al centimetro. Infatti, Galileo avrà un’accuratezza di 1 metro nel caso di utilizzo pubblico e fino a 1 cm nel caso di utilizzo governativo contro i 5 metri del GPS.

Il mercato di posizionamento globale sta crescendo velocemente, oggi ci sono circa 4 miliardi di utenti che si stima cresceranno fino a 7 miliardi entro il 2019. Gli Stati Uniti e l’Europa sono in questo momento i più grandi mercati, ma dovrebbero cambiare abbastanza rapidamente. Il mercato europeo sta crescendo a un tasso annuo di circa l’8 per cento, la crescita nella regione Asia-Pacifico si attesta all’11 per cento, ma entro il 2023 l’Europa riuscirà a superare anche questa percentuale.

Ci sono voluti quasi due decenni,  però l’Europa è riuscita finalmente ad  affrancarsi dai sistemi satellitari militari GPS e GLONASS.  Nonostante siano raddoppiati i tempi di realizzazione e triplicati i costi, quello dell’Agenzia spaziale europea è un traguardo molto importante.

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