Influenza 2016: ecco perchè è più aggressiva: 7 milioni gli italiani colpiti

Quest’anno l’influenza sarà più aggressiva di quella del 2015 lasciando a letto tra i 6 e i 7 milioni di italiani, circa due milioni in più rispetto alla scorsa stagione. Il motivo del numero maggiore di ammalati previsti è dovuto alla mutazione di due dei tre virus che colpiranno questo inverno. Nonostante le temperature ancora estive e le belle giornate di Sole presto le cose cambieranno e insieme alla variazione meteo arriveranno i primi sintomi influenzali. I medici consigliano la vaccinazione e la corretta alimentazione per debellare il pericolo del virus soprattutto tra i soggetti più a rischio.

Sono tre i virus che circolano e ci faranno ammalare. Uno di questi, famoso per la pandemia del 2009, l’H1N1, non è mutato; mutati, invece, i virus Hong Kong e Brisbane rispetto a quelli dello scorso anno per questo più pericolosi. La popolazione è indifesa verso virus mutati perché non ha le difese immunitarie necessarie a combatterlo. Per questo i medici consigliano la vaccinazione, più sono i casi di influenza maggiore è la possibilità di casi gravi, soprattutto tra i soggetti a rischio.

Queste le categorie a rischio: gli anziani sopra i 65 anni, i bambini, gli operatori sanitari, i malati cronici e le donne incinte al secondo e terzo trimestre di gravidanza all’inizio della stagione epidemica. Per tutte queste categorie e per le altre a rischio i medici consigliano fortemente la vaccinazione, ma si può fare di più grazie all’alimentazione.

Minerali e vitamine possono aiutare a prevenire l’insorgere di virus influenzali aumentando le difese dell’organismo, frutta e verdura sono gli alimenti che ne contengono in misura maggiore. Per quanto riguarda la frutta, gli agrumi è risaputo che sono ricchi di vitamina C che ha un’azione antinfiammatoria. La vitamina C migliora l’assorbimento del ferro contenuto, ad esempio, nelle verdure. Il ferro, come anche lo zinco e gli altri minerali assunti attraverso l’alimentazione, favoriscono il funzionamento delle difese immunitarie.

Ricchi di ferro e zinco sono la carne rossa, il pesce e i frutti di mare (ostriche, granchi, aragoste e sogliole), legumi (in particolare i fagioli), verdure (spinaci, asparagi e broccoli) e carboidrati (riso, uva passa, farina d’avena, cereali fortificati e pane di grano). Mangiare in modo moderato e sano consente di prevenire l’influenza e di stare bene, senza trascurare il piacere della tavola che fa bene allo spirito.

I vaccini non costano molto e fanno risparmiare il SSN grazie a un minor numero di ospedalizzazioni e al contenimento della spesa per i farmaci. L’inizio dell’influenza vera e propria è atteso a novembre, il picco tra gennaio e febbraio. La campagna vaccinale dovrebbe iniziare dopo il 20 ottobre con due tipi di vaccino: il “trivalente adiuvato” per le persone anziane o a rischio e il “quadrivalente” per gli adulti. Quest’ultimo costa di più e non tutte le Regioni ne hanno acquisito grandi quantità.

I sintomi sono più o meno i soliti: infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre anche alta, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato colpito all’influenza. Ma che ogni anno, secondo stime dell’Iss, provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani, per le complicazioni, come polmonite e broncopolmonite, insorte dopo aver contratto il virus. Ma non c’é solo il virus influenzale: il fatto di essere vaccinati non esclude che nei mesi freddi si possa incorrere in infezioni respiratorie anche gravi in quanto altri agenti patogeni respiratori (virali e batterici) sono i responsabili di oltre il 30% degli eventi, soprattutto tra i bambini. Per la terapia dei pazienti e ai fini epidemiologici, auspicano i microbiologi, è importante che si arrivi alla precisione diagnostica che viene condotta nei laboratori di Microbiologia clinica. Da alcuni lavori di ricerca condotti nei dipartimenti di Microbiologia degli ospedali di Torino, Napoli, Milano e Roma, che sono stati presentati a Rimini al XLV Congresso nazionale Amcli, emergono dati interessanti:

  • si conferma una notevole presenza di virus respiratori sinciziali nei bambini sotto i 5 anni
  • sono in crescita le infezioni causate da Metapneumovirus
  • frequenti le ‘confezioni’ con due virus diversi o con un virus e un batterio
  • spesso a un agente virale si associa Bordetella pertussis sia negli adulti che nei bambini

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