Influenza 2016-2017: l’atteso picco natalizio è arrivato, a letto 1 milione di italiani

L’influenza 2016-2017 fa un bel regalo di Natale agli italiani con altre un milione a letto. Il virus ha raggiunto il suo picco e continuerà a diffondersi aumentando il numero di malati di varia età. Fino al 31 dicembre le vaccinazioni sono gratuite per i soggetti a rischio come anziani, donne in attesa e operatori sanitari.

Si può, quasi, parlare di un vero e proprio contagio quello dell’influenza 2016-2017 dovuto ad un virus più aggressivo rispetto a quello del 2015 a causa della mutazione di due dei tre virus che hanno colpito questo inverno. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità il numero di ammalati previsti potrebbe arrivare a toccare i 7 milioni di italiani. I medici consigliano la vaccinazione e la corretta alimentazione per debellare il pericolo del virus soprattutto tra i soggetti più a rischio.

Sono tre i virus che circolano, due di questi sono mutati. I virus Hong Kong e Brisbane risultano, dunque, più pericolosi rispetto a quelli dello scorso anno. Le categorie a rischio come gli anziani sopra i 65 anni, i bambini, gli operatori sanitari, i malati cronici e le donne incinte al secondo e terzo trimestre di gravidanza all’inizio della stagione epidemica dovrebbero vaccinarsi e possono farlo gratuitamente fino alla fine dell’anno.

Il vaccino diventa efficace in una quindicina di giorni per cui va fatto al più presto, prima che il picco raggiunga tali categorie. Verso il vaccino influenzale vi è, come per i vaccini obbligatori e non, molta diffidenza e solo la metà degli anziani lo fa.

I bambini sotto i 5 anni sono quelli maggiormente colpiti con un’incidenza pari a circa 10,41 casi per mille assistiti. I piccoli vengono infettati a scuola e portano il virus tra i familiari. Anch’essi dovrebbero essere vaccinati contro l’influenza.

La popolazione non ha le difese immunitarie necessarie a combattere i virus mutati. Per questo i medici consigliano la vaccinazione, più sono i casi di influenza maggiore è la possibilità di casi gravi, soprattutto tra i soggetti a rischio.

A Nord e al Centro le regioni maggiormente colpite. Antonino Bella, responsabile della sorveglianza Influet (il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza, coordinata dal Ministero della Salute) mette in guardia dall’utilizzo inappropriato degli antibiotici che contro i virus influenzali “non servono a nulla e sono anzi controproducenti perché aumentano il rischio di sviluppare resistenza qualora invece si contragga un’infezione batterica grave“.

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