Influenza Killer: polmonite pneumococcica provoca oltre 9mila morti l’anno

In Italia, si vaccina soltanto il 55 per cento degli anziani contro l’influenza. E solo il 10 per cento degli over 50 è vaccinato contro la polmonite pneumococcica, malattia infettiva che provoca decessi di oltre venti volte superiori di quelli provocati dall’influenza, con oltre 9mila morti l’anno (dati Eurostat 2013). A lanciare l’allarme e’ HappyAgeing (Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo), invitando ad aderire alla campagna di sensibilizzazione ‘Vacci. Vacci a vaccinarti 2016′ (presente anche sui social con l’hashtag #Vacci), che chiudera’ il 31 dicembre. Tra i testimonial anche l’attore e conduttore Michele Mirabella.

“In Italia – osserva HappyAgeing, citando i dati Ocse sul confronto tra le vaccinazioni antinfluenzali tra gli over 65 nel 2004 e nel 2014 – si e’ verificato un calo di circa il 10%. L’Italia occupa il 18simo posto, Messico e Corea del Sud sono i piu’ virtuosi con percentuali dell’80%”. “Degli oltre 9 mila adulti intervistati, di cui oltre mille nel nostro Paese – prosegue – solo il 20% sa che esiste un vaccino contro la polmonite. L’1% sa che la malattia e’ responsabile di piu’ del doppio dei decessi rispetto agli incidenti d’auto. Il 95% conosce la malattia a livello superficiale e il 36% ignora che alcune forme di polmonite possano essere contagiose”.

“Anche se non e’ possibile stabilire con certezza l’andamento dell’influenza – dichiara il presidente HappyAgeing, Michele Conversano – si prevede che il picco possa manifestarsi nel periodo natalizio. C’e’ tempo fino a dicembre per effettuare un’adeguata prevenzione della sindrome influenzale e delle eventuali complicanze correlate. Muoiono diverse persone l’anno per complicanze da influenza, quasi tutte anziane. Se si combinasse la vaccinazione antinfluenzale al vaccino antipneumococcico, si potrebbe arrivare a ridurre il numero di decessi fino anche del 60%”.

“Purtroppo – aggiunge il direttore di HappyAgeing, Marco Magheri – circolano convinzioni infondate sulle vaccinazioni, quali una scarsa fiducia verso le istituzioni, una bassa percezione del rischio, il timore di effetti collaterali e le questioni relative all’accesso e al presunto costo del vaccino, gratuito nella maggior parte delle regioni italiane. Per questo motivo, campagne di sensibilizzazione come questa sono utili a migliorare la consapevolezza che una migliore qualita’ della vita e’ possibile a tutte le eta’”.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie