Nobel, Bob Dylan diserta e Patti Smith si commuove

Come annunciato, Bob Dylan, per non meglio definiti “impegni presi in precedenza”, ha disertato la cerimonia di premiazione dei Nobel di ieri, affidando il compito di portare la sua musica sul palco della Sala dei Concerti Konserthus di Stoccolma all’amica Patti Smith. Tanto emozionata da interrompersi dopo la prima strofa, scusarsi e poi ricominciare, ha cantato A Hard Rain’s A-Gonna Fall, scritta da Dylan nel 1962 e scelta “perché combina la sua maestria di linguaggio alla Rimbaud con una profonda comprensione delle motivazioni che stanno dietro la sofferenza e la resilienza umana”.

Standing ovation per Patti Smith, immediatamente perdonata per la piccola défaillance – “Sono così nervosa”, ha sussurrato con gli occhi bassi – che ha reso se possibile ancora più potente il suo omaggio. Anche se le prime, discrete, lacrime di commozione sono spuntate con il discorso di presentazione del critico letterario e membro dell’Accademia svedese Horace Engdahl, che lo ha definito “l’oracolo di Delfi che legge il tg della sera”. “Bob Dylan è stato uno shock”. Il pubblico che si aspettava canzoni folk – ha dichiarato – si è trovato davanti un giovanotto con la chitarra capace di fondere il linguaggio della strada e quello della Bibbia in un nuovo elemento, così da far sembrare la fine del mondo una ripetizione superflua, qualche cosa che abbiamo già vissuto attraverso le sue parole”.

Nobel per la Pace. Santos: “Un regalo dal cielo”. Oggi è stato consegnato, a Oslo, anche il Nobel per la Pace al presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, che lo ha definito “un regalo caduto dal cielo” che dimostra che “l’impossibile è possibile” perché “la guerra che ha provocato tanta sofferenza e dolore alla nostra popolazione, in lungo e in largo nel nostro bel Paese, è finita”. Santos, che è stato scelto per i suoi “sforzi decisi” per porre fine a 52 anni di guerra, ha difeso la necessità di costruire “una pace stabile e duratura” e ha detto che il Nobel è come “il vento in poppa che ci ha spinti ad arrivare alla nostra destinazione: il porto della pace”.

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