Parto in casa, cosa fare per non rischiare: i consigli degli esperti

Secondo la Società italiana di neonatologia (Sin) è una scelta rischiosa per la salute del bambino e della mamma. La gestante infatti, e su questo Sin e l’associazione nazionale Ostetriche parto a domicilio e casa maternità concordano, non deve avere patologie particolari. Soprattutto è necessario affidarsi a ostetriche formate e sapere che in caso di necessità è possibile raggiungere facilmente una struttura attrezzata per le emergenze.

Mentre in Olanda nell’arco di pochi lustri i parti in casa si sono dimezzati (“solo” il 15% degli olandesi nasce ancora in casa) negli Stati Uniti aumentano i parti a domicilio, sebbene il fenomeno rimanga contenuto (1% dei nati). E in Italia?  “Nulla cambia da decenni – sostiene Maurizio Bonati, Responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica dell’IRCCS Istituto Di ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano -. Dagli inizi degli anni ’60 il parto a domicilio è diventato vieppiù una rarità su tutto il territorio nazionale. Oggi sono circa un migliaio ogni anno i bambini che nascono in casa in Italia. Un fenomeno che interessa solo alcune Regioni e pochi genitori molto determinati a contrastare la medicalizzazione talvolta eccessiva del percorso nascita”.

In una nazione quale è l’Italia dove il 35% dei parti (tra il 60% in Campania e il 21% in Toscana) avviene per taglio cesareo contro il 15% indicato dall’Organizzazione Mondiale della Salute, il parto a domicilio però non rappresenta un’alternativa. Dubbi e paure per la sicurezza di mamma e neonato? Il bisogno espresso dalle donne di avere una assistenza più intima e personalizzata di fronte alla scelta nazionale della ‘fabbrica sicura per fare i bambini’ e il numero di giovani laureate ostetriche a spasso per il Paese, infine la paura della ‘violenza ostetrica’, fisica e psichica, durante il parto! – commenta Marta Campiotti, Presidente dell’Associazione Nazionale Ostetriche parto a Domicilio e Casa Maternità.

Nello studio sono stati valutati 600 potenziali parti a domicilio assistiti dalle ostetriche aderenti all’Associazione negli ultimi due anni, prevalentemente in Emilia Romagna e a seguire in Lombardia. “A domicilio garantiamo l’assistenza al travaglio e al parto fisiologico in accordo con le linee guida, nazionali e internazionali – afferma Marta Campiotti – La condizione ideale è l’assistenza di tutta la gravidanza da parte dell’ostetrica che assisterà il parto, affinchè possa accompagnare la gestante (e la coppia) durante l’intero periodo, sostenere il percorso di salute di tutto il processo attraverso una assistenza non invasiva e appropriata,  e possa anche identificare prontamente eventuali controindicazioni all’assistenza domiciliare. Il 74% delle donne seguite ha partorito a domicilio; 8 donne e 11 neonati sono stati trasferiti in ospedale dopo il parto perché necessitavano di assistenza.

“Tutte le donne e tutti i neonati assistiti – conclude la Presidente dell’Associazione Nazionale Ostetriche parto a Domicilio e Casa Maternità – non hanno manifestato sequele a distanza. Oltre la metà dei neonati ha potuto usufruire del contatto prolungato della placenta (lotus birth) un modo dolce per entrare nella vita: il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla sua placenta, ricevendo tutto il sangue placentare sino a quando il cordone si separa in modo naturale dall’ombelico del neonato”.

Parto in casa, le linee guida della Società italiana di neonatologia

  • La donna deve essere correttamente informata sui rischi del parto a domiclio e sulla organizzazione dello stesso nella città dove intende partorire.
  • Deve esservi un presidio ospedaliero attrezzato facilemnte raggiungibile.
  • Deve esser garantito un trasporto rapido in ospedale per mamma e neonato ad opera di personale esperto e addestrato nelle manovre di rianimazione.
  • Occorre pre allertare l’ospedale con terapia intensiva neontale più vicino.
  • La futura mamma deve rivolgersi a un’ostetrica con trainngi

    appropriato nell’asistenza sia in ospedale sia a domiclio e che abbia dicumentata cacità nelle manovre rianimatorie neonatali.

  • È necessario garantire al neonato e alla mamma nelle ore immediatamente dopo il parto tutti i controlli necessari e di routine.

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