Vitamina C: torna il rischio scorbuto, come prevenirlo

Lo scorbuto è una delle più antiche malattie conosciute dall’uomo, anche se si è dovuto attendere il 1932 per identificarne chiaramente l’origine, che oggi sappiamo legata a gravi carenza di acido ascorbico (vitamina C). Il fabbisogno quotidiano di questa vitamina si aggira intorno ai 90 mg, ma ne bastano 10 al giorno per prevenire le manifestazioni dello scorbuto per parecchi mesi od anni.  Un gruppo di ricercatori australiani ha recentemente descritto su ‘Diabetic Medicine’ 11 casi, diagnosticati in pazienti diabetici la cui dieta era particolarmente povera di frutta e verdura.

E in occidente ci sono casi descritti, oltre che fra le persone in condizioni di particolare disagio sociale in cui il fenomeno è noto, anche in fasce di popolazione benestante, tra chi segue diete o stili alimentari molto squilibrati: bastano infatti 3 mesi di mancanza di vitamina C per sviluppare la malattia. Come riporta Le Figaro, in Francia all’interno del Servizio di medicina interna del centro ospedaliero universitario di Limoges, in uno studio diretto da Simon Parreau, su 63 pazienti con carenza di vitamina C ben 10 avevano lo scorbuto, malattia che può anche portare alla morte.

L’organismo umano non riesce né a produrre né a stoccare l’acido ascorbico, essenziale alla vita. La mancanza di questa vitamina può portare a emorragie e problemi di cicatrizzazione. Serve inoltre a sostenere il sistema immunitario, a permettere l’assorbimento del ferro e ha azione antiossidante. Popolazioni come gli esquimesi, che non hanno accesso a frutta e verdura fresche, hanno superato il problema grazie ad animali marini le cui ghiandole surrenali producono acido ascorbico.

Dove trovarla? La vitamina C (acido ascorbico) è contenuta nella maggior parte delle verdure e della frutta fresca. Buone fonti sono soprattutto gli agrumi, i pomodori, le patate e le verdure a foglia larga. Anche le fragole e il melone sono ricchi di questa vitamina.
Essa si forma in quantità inferiore nelle patate e nel pane, comunque questi generi costituiscono un’importante fonte di vitamina C a seconda della regolarità e della quantità con cui essi vengono consumati. La sostanza può essere preparata sinteticamente e tutti i tipi di preparati commerciali la contengono sotto questa forma. L’acido ascorbico viene facilmente eliminato dagli effetti dell’ossigeno, particolarmente quando il cibo viene cotto troppo a lungo o a temperature troppe alte.

Sintomi di carenza Una leggera forma di carenza di vitamina C o acido ascorbico può provocare debolezza e dolori, gonfiore alle gengive e sangue dal naso. In forma grave, la carenza di vitamina C provoca lo scorbuto, una malattia caratterizzata da infiammazione ed emorragia delle gengive, tumefazioni ed emorragie interne che fu descritta da Ippocrate prima dell’inizio dell’era cristiana. I sintomi di questa malattia includono un rapido affaticamento nell’esercizio fisico, perdita di sangue dalle gengive, disturbi delle articolazioni di tipo reumatico. In uno stadio successivo si verificano emorragie nei muscoli, nelle articolazioni, sotto la pelle ecc. Nei casi gravi lo scorbuto può avere un decorso fatale. Questa era anticamente una malattia che colpiva soprattutto i marinai, dovuta ad una alimentazione povera di patate, frutta e verdura che sono ricche di vitamina C. A causa della caratteristica della malattia tale vitamina è anche chiamata vitamina anti-scorbuto. Il nome chimico della vitamina C è acido ascorbico. La vitamina C è un acido organico relativamente semplice che si trova particolarmente nella frutta fresca e nelle verdure.

La scoperta che un composto presente in certe specie di frutta avesse effetti curativi sullo scorbuto fu fatta secoli fa. Il medico navale inglese Dr. Lind, condusse esperimenti con diete specifiche nel 1747 e rilevò che quando egli dava ai suoi pazienti arance e limoni in particolare si aveva una rapida guarigione entro una settimana. Come cura per lo scorbuto invece, vengono somministrati 300 mg di vitamina C al giorno per numerose settimane. Si raccomanda anche l’uso di succo d’arancia, che contiene buone quantità di questa vitamina.

Negli adulti, in caso di carenza di vitamina C, le ossa possono frantumarsi con facilità e i denti possono cadere; nei bambini, lo sviluppo delle ossa e dei denti risulta compromesso. Le ferite non si rimarginano e si infettano. Spesso la carenza causa anche anemia, cioè scarsità di globuli rossi, che si manifesta in pallore, spossatezza, difficoltà respiratorie e palpitazioni. Se trascurato, lo scorbuto può provocare convulsioni, coma e persino morte. Per quanto riguarda un uso eccessivo, il pericolo di effetti nocivi è limitato, in quanto l’eccesso di vitamina C o acido ascorbico viene eliminato con l’urina. Tuttavia, dosi superiori a 1 grammo al giorno possono causare diarrea, nausea e crampi allo stomaco. Talvolta possono formarsi anche calcoli renali.

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