Whatsapp: per l’UE Facebook ha fornito informazioni fuorvianti, possibile multa di 179 milioni

Ancora problemi per WhatsApp e Facebook, la Commissione europea vuole vederci chiaro. Questa volta sotto accusa l’acquisizione nel 2014 da parte di Facebook dell’applicazione di messaggistica che ha superato il miliardo di utenti mensili. Le informazioni richieste dalla Commissione europea servono per controllare fusione e acquisizione delle aziende con l’obiettivo di verificare che il risultante commercio non sia anticoncorrenziale, per Facebook si prospetta una multa da 179 milioni di dollari.

L’applicazione creata nel 2009 da Jan Koum e da Brian Acton è stata acquistata da Mark Zuckerberg il 19 febbraio del 2014 per una cifra pari a 19 miliardi di dollari. Nei giorni seguenti all’acquisizione fu lo stesso CEO di Facebook ad affermare che WhatsApp non sarebbe cambiata, avrebbe continuato a non contenere pubblicità e non si sarebbe mai fusa con Facebook.

Come sappiamo le cose poi sono andate diversamente e se non c’è stata una vera e propria fusione tra le due applicazioni, in realtà c’è stata tra le due aziende. Al momento dell’acquisizione l’Unione Europea aveva esplicitamente chiesto alla società dei Menlo Park se gli ID delle due applicazioni sarebbero stati fusi e la risposta è stata un secco no.

Non solo le cose sono andate diversamente, ma già nel 2014 c’era la possibilità di collegare i due account, di Facebook e di WhatsApp. Dunque, la UE tramite il suo commissario alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha fatto recapitare una “lettera di obiezioni” alla società USA per aver fornito “informazioni inesatte o ingannevoli”.

I dati utente di WhatsApp, compresi i numeri di telefono, sono condivisi con Facebook al fine di mappare le connessioni sociali e fornire annunci più pertinenti per entrambi i servizi. La Commissione europea non ritiene che la condivisione di questi dati sia anticoncorrenziale, in quanto vi sono molte altre aziende che offrono servizi simili. Questo però non giustifica il fatto che siano stati forniti, al momento dell’acquisizione, dati inesatti.

Secondo la Commissione europea le aziende hanno l’obbligo di fornire dati esatti su acquisizioni e fusioni. Facebook ha tempo fino al 31 gennaio per replicare alle accuse dell’UE. Se non sarà in grado di farlo dovrà pagare una multa pari al 1% del suo fatturato annuo globale. In base al fatturato nel 2015 questa multa potrebbe essere pari a 179 milioni di dollari.

Facebook ha rilasciato un comunicato in cui dichiara: “Abbiamo sempre fornito informazioni precise sulle nostre capacità tecniche e sui nostri piani, incluse informazioni circa l’acquisizione di WhatsApp e fatto incontri volontari prima dell’aggiornamento sulla privacy di WhatsApp quest’anno. Siamo lieti che la Commissione mantenga la sua decisione di autorizzazione, continueremo a cooperare e condividere informazioni ufficiali per risolvere la questione“.

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