Aifa: Paracetamolo il farmaco per abbassare la febbre ritirato dalle farmacie

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha disposto il ritiro di alcuni lotti della specialità medicinale PARACETAMOLO della ditta EG nelle seguenti confezioni: PARACETAMOLO EG 16CPR 1000MG – AIC 041467111 Lotti n. 2850023A scad. Novembre 2017 e n. A6001 scad. Luglio 2019 • PARACETAMOLO EG 20CPR 500MG – AIC 041467034 Lotti n. 1760001F scad. Novembre 2018 e n. K6046 scad. Aprile 2021.

Il provvedimento, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è reso necessario a seguito della notifica di allerta rapida e della dichiarazione di non conformità alle Norme di Buona Fabbricazione del sito di produzione, entrambe emesse dall’agenzia portoghese.

L’Aifa, rende noto che il ritiro è “cautelativo, non è collegato a problematiche di sicurezza o di efficacia ed è stato emanato a seguito di un’ispezione effettuata dall’autorità portoghese (Infarmed) nell’officina di produzione del medicinale in India, che ha evidenziato la non conformità alle norme di buona fabbricazione (Gmp) del sito produttivo”. Al momento nella rete di farmacovigilanza “non risultano segnalazioni di reazioni avverse” a carico dei medicinali in questioni che possano essere correlate ai difetti di qualità riscontrati dall’agenzia portoghese.

Il paracetamolo è un farmaco analgesico (allevia il dolore) e antipiretico (riduce la temperatura corporea durante gli stati febbrili). La sua capacità di ridurre la febbre e alleviare gli stati dolorosi sarebbe dovuta al fatto che il paracetamolo inibisce, nel sistema nervoso centrale (SNC), la produzione di alcune sostanze che determinano la sensazione dolorosa, chiamate nel loro insieme prostanoidi. I lotti in questione non potranno essere utilizzati e la ditta EG dovrà assicurarne l’avvenuto ritiro entro 48 ore dalla ricezione del provvedimento.

La curiosa storia del farmaco – Il paracetamolo ha una storia molto curiosa. Infatti, prima di essere impiegato si utilizzava un composto simile chiamato acetanilide, che però presentava alcuni problemi di tossicità. Il primo nome dell’acetanilide era “antifebbrina”, per la ragione di seguito raccontata. Nel 1886 due medici, Cahn e Hepp, stavano sperimentando se il naftalene era in grado di espellere alcuni parassiti intestinali (i vermi). Siccome essi non ottenevano risultati, decisero di provare il naftalene su un paziente affetto da diverse patologie, compresa la presenza di vermi intestinali.

Il composto somministrato a questo paziente dimostrò una straordinaria capacità di abbassare la febbre, ma non si trattava del naftalene. I due medici, infatti, si accorsero che il composto da essi somministrato non aveva il caratteristico odore di naftalina. Il flacone da cui essi avevano preso quella sostanza aveva un’etichetta rovinata. Pertanto, per scoprire di quale prodotto si trattasse, decisero di rivolgersi ad un cugino chimico di Hepp: fu costui ad identificare l’acetanilide. L’acetanilide si differenzia dal paracetamolo, in quanto ad essa manca quel gruppo indicato come –OH nella parte alta della figura.

I due medici pubblicarono le loro osservazioni, che vennero a conoscenza del direttore della ricerca della Bayer, Carl Duisberg. Questi aveva, in quel momento, il grosso problema di ritrovarsi nei propri magazzini alcune tonnellate di para-amminofenolo, un sottoprodotto di un processo industriale, del quale Duisberg voleva liberarsi. Siccome il para-amminofenolo ha una struttura chimica molto simile a quella della “miracolosa” acetanalide di Cahn ed Hepp, Duisberg pensò di utilizzare il suo ingombrante prodotto per provare a sintetizzare qualcosa di molto simile all’acetanalide e vedere se anche questo prodotto mostrava le stesse proprietà antipiretiche. Duisberg ottenne una sostanza chiamata fenacetina, che si dimostrò un analgesico e un antipiretico molto efficace, ma con pericolosi effetti collaterali.

In realtà, molti anni dopo si scoprì che i benefici effetti prodotti in seguito all’assunzione tanto di acetanilide (la sostanza di Cahn ed Hepp), che di fenacetina (la sostanza sintetizzata da Duisberg) erano determinati dal fatto che entrambe queste molecole si trasformavano in acetamminofene o paracetamolo. Era stata, dunque, il paracetamolo la sostanza che realmente determinava gli effetti analgesico e antipiretico osservati da Cahn, Hepp e, successivamente, da Duisberg. Quando una sostanza farmacologicamente attiva si origina, come nel caso del paracetamolo, dopo che un altro prodotto è stato assunto (l’acetanilide o la fenacetina), essa si chiama “metabolita” attivo. Il paracetamolo era dunque il metabolita attivo sia dell’acetanilide, sia della fenacetina.

Condividi questo articolo: 




AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie