Cannabis di Stato, nella prima farmacia che la venderà i pazienti possono risparmiare il 30%

La farmacia Campedello di Vicenza, di cui è titolare la mamma di Luca Guizzon, è stata la prima farmacia a presentare un ordine di acquisto per la cannabis di Stato. “È stata solo una botta di fortuna. Penso comunque che da gennaio la distribuzione sarà capillare anche nelle altre farmacie.

“Siamo molto contenti – spiega Guizzon – e continueremo a ordinarne perché per i nostri pazienti la novità del prodotto italiano, rispetto alla cannabis importata dall’Olanda che abbiamo usato fino ad oggi, si traduce in un risparmio del trenta per cento”. Alla Campedello la marijuana terapeutica viene confezionata e venduta già da tre anni: la somministrazione avviene dietro stretto controllo medico e con un complesso iter burocratico. Le patologie per cui la legge italiana consente l’impiego di cannabinoidi «sono sclerosi, terapia del dolore neuropatico e oncologico, nausea e vomito nelle chemioterapie – precisa Guizzon – viene prescritto quando la morfina e le altre terapie non hanno funzionato e di solito i pazienti hanno più di 40 anni. “Comunque non sono mai minorenni, perché sono farmaci che possono ingenerare un deficit di attenzione nello sviluppo neuronale. Il trend è in crescita, se nel 2014 facevamo appena due o tre ricette al mese oggi abbiamo, mensilmente, dai venti ai trenta pazienti che fanno richiesta “.

La cannabis viene assunta o in infuso, una sorta di tè da bere direttamente, o per vaporizzazione con un apposito vaporizzatore che non brucia la sostanza e impedisce l’ingerimento di fumi. Il prezzo, con la cannabis confezionata in Toscana, passa da circa 24 a 15 euro a grammo. “Un risparmio importante: in Veneto questo prodotto è interamente a carico dei pazienti che lo usano. A noi arriverà per primi – continua Guizzon – perché siamo i primi ad averlo richiesto il 19 dicembre”. Inizialmente quella italiana è disponibile per un solo tipo, adatto a specifiche terapie, ma più avanti è previsto che lo stabilimento militare ampli le produzioni ad altre tipologie di piante. Lo conferma Giampaolo Grassi, ricercatore dell’Istituto Crea di Rovigo dove vengono fatte germinare e sviluppate le talee, le piantine di cannabis che poi vengono trasferite a Firenze e fatte sviluppare. Negli ultimi due anni ne sono state inviate 500. “In realtà, la nostra produzione potrebbe essere anche dieci volte maggiore, le potenzialità ci sono – precisa Grassi – per avere quantitativi maggiori noi speriamo che in futuro intervengano le stesse Regioni, per mettere a punto la materia prima: sempre con una fase finale a Firenze”.

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