E’ pronta la cannabis terapeutica prodotta in Italia, da gennaio nelle farmacie

Da gennaio 2017 sarà finalmente disponibile la cannabis prodotta in Italia dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Parliamo della varietà FM2 (dove FM sta per farmaceutico militare e 2 ad indicare il numero dei principali cannabinoidi contenuti, il THC ed il CBD) e che qualitativamente è simile per composizione al Bediol olandese. Il THC dovrebbe essere presente in percentuali tra il 5 e l’8% mentre il CBD tra il 7,5 ed il 12%.

La notizia è che il ministero della Salute ha da poco rilasciato una nota in cui spiega che lo stabilimento chimico farmaceutico militare venderà direttamente la cannabis alle farmacie, inizialmente i primi 20 chilogrammi prodotti, al prezzo di 6,88 euro al grammo. Aggiungendo l’Iva e con il raddoppiamento del prezzo di vendita al quale il farmacista è obbligato per legge, secondo i calcoli del dottor Marco Ternelli il prezzo finale per il paziente si aggirerebbe intorno ai 15,14 euro al grammo Iva inclusa.

La cannabis prodotta a Firenze non sarà però utilizzata per sintetizzare farmaci ma consumata, appunto, al naturale. Se uno specialista ritiene che uno dei suoi assistiti abbia bisogno di questo tipo di antidolorifico fa un piano terapeutico nel quale sono indicate le quantità da assumere ogni giorno e invia il paziente a ritirare la sostanza in una struttura ospedaliera, come appunto Santa Maria Nuova. In base alle linee guida delle società scientifiche e del ministero, la marijuana è un anti dolorifico di seconda scelta, cioè viene utilizzato quando altre sostanze, come ad esempio gli oppioidi, non hanno dato a quel determinato paziente un beneficio.

Il ministero nei mesi scorsi ha fatto una sorta di “bugiardino” della cannabis, nel quale si spiega può funzionare come analgesico per patologie che implicano spasticità come appunto la sclerosi multipla oppure le lesioni del midollo. Le patologie previste riguardano: analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali; analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace; effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali; effetto stimolante l’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da aids e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard; effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali; riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard.

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