L’implantologia dentale nei fumatori: i possibili rischi

La salute dentale riveste un ruolo fondamentale nel benessere dell’individuo, perché un sorriso sano non è solo un ottimo biglietto da visita capace di migliorare l’autostima, ma anche un requisito indispensabile per garantire funzioni essenziali, come una corretta masticazione ed una buona fonazione.

In Italia, sono numerosi i soggetti che soffrono di edentulismo parziale, ovvero della mancanza di uno o più denti. Questa condizione diffusa, che in alcuni casi deriva da infezioni o traumi, ma che in altri può essere congenita, presenta come unica possibilità di trattamento il ricorso a protesi che vadano a sostituire gli elementi dentari mancanti.

Con l’introduzione di metodiche sempre meno invasive e di protesi sempre più resistenti e realistiche, oggi può essere sufficiente un intervento rapido e indolore per tornare a sfoggiare un sorriso perfetto e ritrovare una qualità della vita soddisfacente.
Le operazioni di implantologia dentale possono essere eseguite su pazienti di qualunque età per sopperire in via definitiva alla mancanza di un singolo dente, ma anche di un’intera arcata dentaria.
Nonostante l’elevato tasso di successo di questa tipologia di interventi, occorre sottolineare che in alcuni pazienti il ricorso agli impianti dentali può essere sconsigliato e dare luogo a complicazioni anche a gravi. È il caso dei fumatori, che prima e dopo un intervento di implantologia dentale dovrebbero sempre adottare una serie ben precisa di precauzioni.

In cosa consiste esattamente l’implantologia dentale? Questo tipo di intervento, ormai da molti anni eseguito in tutto il mondo, consente di posizionare una o più protesi dentarie montandole su piccoli perni inseriti direttamente nell’osso mandibolare o mascellare del paziente. L’operazione, di per sé, non presenta difficoltà particolari: dopo un’attenta preparazione dell’alveolo dentale, il chirurgo odontoiatra procede all’inserimento di una vite in titanio (un materiale scelto per la sua ottima biocompatibilità); le metodiche più moderne consentono addirittura di montare subito la protesi definitiva, generalmente in ceramica, su questo supporto.

Quando l’impianto dentale va a buon fine, la protesi può resistere tranquillamente anche per oltre dieci anni, naturalmente sempre in presenza di una corretta igiene e della giusta costanza nei controlli dentistici. L’efficacia di questa metodica è legata al cosiddetto processo di “osteointegrazione” che porta il tessuto osseo a rigenerarsi e ad avvolgere la vite in titanio, rendendola parte integrante dell’osso.

Come ogni intervento chirurgico, anche l’implantologia dentale richiede che il paziente presenti buone condizioni di salute. Tuttavia, questo tipo di operazione può presentare controindicazioni e rivelarsi inefficace nei soggetti che soffrono di una suscettibilità particolare alle infezioni oppure che presentano una struttura ossea indebolita, ad esempio perché affetti da osteoporosi.
Un caso particolare è rappresentato dai pazienti fumatori, per i quali diversi studi scientifici internazionali hanno confermato un aumento dell’incidenza degli interventi fallimentari.

Le complicazioni nei fumatori – Il tabagismo, come è noto, presenta molte controindicazioni per la salute ed espone a diversi disturbi oltre che ad un maggiore rischio di insorgenza di gravi patologie. I danni del fumo sono particolarmente evidenti a livello del cavo orale, dove l’azione della nicotina assorbita localmente e quella delle altre sostanze irritanti aspirate con ciascuna boccata è causa di infiammazioni a livello gengivale e di danni allo smalto, che perde la sua brillantezza ingiallendosi e sviluppando macchie.

Nei soggetti che devono sottoporsi ad un intervento di implantologia, un notevole consumo giornaliero di sigarette espone ad un rischio concreto di complicazioni, che in alcuni casi possono vanificare l’efficacia dell’operazione, portando alla perdita dell’impianto.
Anche la tenuta nel tempo delle protesi può essere pregiudicata dal vizio del fumo, sempre a causa dei suoi effetti deleteri sulla salute delle mucose della bocca e del cavo orale. Più nello specifico, nei pazienti forti fumatori, si osserva una maggiore incidenza della comparsa di infezioni nel post-operatorio e una netta riduzione dell’efficacia del processo di osteointegrazione.

Aumento del rischio di infezioni – I fumatori sono spesso interessati da una minore reattività del sistema immunitario e da una più lenta guarigione delle ferite, specie a livello del cavo orale. In particolare, l’assorbimento della nicotina a livello delle mucose causa una riduzione della microcircolazione, rallentando i normali processi di rigenerazione tissutale.

Di fatto, nei tabagisti aumenta il rischio di infezioni nel post-operatorio. Oltre al notevole disagio per il paziente legato alla sintomatologia dolorosa, un forte processo infiammatorio dei tessuti che circondano un nuovo impianto ne pregiudica l’efficacia: in questi casi, si parla di perimplantite, una delle complicazioni più gravi degli interventi di implantologia e tra le prime cause di caduta degli impianti.

Rallentamento del processo di osteointegrazione – Il meccanismo attraverso il quale il vizio del fumo è in grado di alterare i processi di rigenerazione ossea non è ancora del tutto chiaro, tuttavia nei tabagisti si osserva una minore capacità di riparazione delle ossa, che diventa particolarmente evidente quando si realizza un impianto dentale.

La ridotta efficacia del processo di osteointegrazione può compromettere la riuscita dell’intervento, perché se la vite in titanio non viene completamente inglobata dalla struttura ossea in cui è inserita, risulterà instabile e difficilmente potrà assicurare una buona tenuta nel tempo.

Consigli pratici per il pre e il post-intervento – Nonostante la maggiore incidenza di complicazioni, ad oggi nessuno studio scientifico ha evidenziato l’esistenza di un rischio concreto per la salute dei fumatori che scelgono di sottoporsi ad un intervento di implantologia dentale. Tuttavia, le linee guida internazionali impongono al chirurgo odontoiatra di informare sempre il paziente dei possibili rischi connessi con l’operazione e delle maggiori possibilità di insuccesso legate al vizio del fumo.

In questi pazienti, risulta particolarmente importante ricorrere ad una terapia antibiotica ad ampio spettro, per prevenire la comparsa di infezioni. Sempre per lo stesso motivo, il paziente deve osservare una routine di pulizia dei denti e della bocca particolarmente scrupolosa, ricorrendo a spazzolino, filo interdentale e collutorio antibatterico secondo quanto indicato dal dentista, sia nelle settimane che precedono l’intervento che in quelle che lo seguono.

L’indicazione più importante, in ogni caso, riguarda quella di ridurre quanto più possibile il consumo di sigarette nel pre e nel post-operatorio e, possibilmente, di sospenderlo del tutto. Studi clinici hanno dimostrato che la percentuale di successo degli interventi di implantologia dentale nei pazienti fumatori raggiunge un valore praticamente identico a quello dei non tabagisti semplicemente evitando le sigarette nella settimana che precede l’operazione e nei due mesi successivi (l’arco di tempo necessario perché il processo di osteointegrazione si concluda correttamente).

Come accennato già in precedenza, i portatori di protesi dentarie montate su impianti dovrebbero in ogni caso mirare a superare il vizio del fumo, al fine di ottenere una migliore durata nel tempo dei risultati conseguiti con l’intervento.

Vista l’importanza dei costi richiesti da questo tipo di operazioni, è imperativo attenersi alle indicazioni dell’odontoiatra e sospendere o meglio interrompere il consumo di sigarette per tornare a sfoggiare un sorriso smagliante.

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