Meningite, nessuna emergenza nè carenza vaccini

Nessun problema di approvvigionamento vaccini e nessuna emergenza sanitaria. E’ quanto emerso durante la riunione al Ministero della Salute a livello tecnico, convocata dal Direttore generale della Prevenzione sanitaria, per monitorare la situazione della meningite.

All’incontro hanno partecipato referenti del ministero, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Aifa, del Comando dei Nas, di Farmindustria e della Regione Toscana, con cui il ministero ha avviato da tempo un tavolo per il monitoraggio della situazione epidemiologica.”Nel corso della riunione sono stati nuovamente analizzati i dati dei casi di meningite verificatisi fino ad oggi nel Paese ed è stato ribadito che non esiste alcuna evidenza di emergenza di sanità pubblica relativa alla meningite a livello nazionale. E’ stata data inoltre ampia conferma che non esiste alcuna difficoltà di reperimento dei vaccini nel Paese e che non c’è stata alcuna interruzione nell’approvvigionamento degli stock”.

Se tutti i casi dovessero avere risonanza mediatica avremmo statisticamente in un anno la segnalazione di 2 nuovi casi ogni 3 giorni”. E’ quanto riferisce il primario di malattie infettive del Policlinico di Tor Vergata di Roma ed ex presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Massimo Andreoni. Secondo i dati del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e prevenzione della salute dell’Istituto superiore di sanità aggiornati al 16 novembre 2016 “i casi di malattia sistemica da meningococco in Italia hanno presentato solo un lieve incremento negli anni 2012-2015 (138 nel 2012; 172 nel 2013; 164 nel 2014; 196 nel 2015) – sottolinea Andreoni – con un’incidenza pari a 0,32 casi per 100mila abitanti (un caso ogni circa 300 mila abitanti) nel 2015”.

“Nella maggior parte delle regioni l’andamento è stato stabile con piccole oscillazioni tranne che in Toscana – osserva l’infettivologo- dove i dati del 2015 e quelli preliminari del 2016 mostrano un aumento di casi di meningite da meningococco soprattutto di tipo C passando da una media di 15 a 40 casi l’anno negli ultimi due anni. L’incidenza della malattia invasiva da meningococco è maggiore nella fascia di età 0-4 anni e in particolare nel primo anno di vita in cui supera i 4 casi per 100 mila abitanti. L’incidenza si mantiene elevata fino ai 15-24 anni e diminuisce sopra i 25”. “Non si deve abbassare l’attenzione nei confronti di questa malattia – osserva Andreoni -, ma non si deve creare allarmismo né dimenticare la validità della vaccinazione efficace nel prevenire o comunque ridurre le manifestazioni della malattia. Per coloro che si vogliono proteggere è importante però che la vaccinazione sia rivolta nei confronti del meningocco C e di quello B visto che entrambi questi batteri circolano in modo endemico nel nostro Paese”.

“Con riferimento alla Regione Toscana, dove da alcuni anni esiste un numero più elevato di episodi di meningococco C rispetto alle attese – aggiunge la nota – si è valutato l’andamento della casistica e concordato di proseguire con la collaborazione in atto. E’ stata, infine, rammentata l’importanza di seguire il calendario vaccinale e di consultarsi con il proprio medico in merito all’opportunità e alle tempistiche delle vaccinazioni”.

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