Samsung Galaxy Note 7 esplodeva a causa delle batteria

Dopo mesi di indagine finalmente scopriamo perché il Galaxy Note 7 era soggetto a combustione, motivo per il quale non solo sono è stato ritirato dal mercato, ma ne è stata arrestata la produzione. Il motivo sono le batterie difettose o, per essere più precisi, sono state progettate male.

700 ricercatori, oltre 200 mila Note 7 e 30 mila batterie sono stati testati in questi mesi e la scoperta è che il difetto era proprio nella batteria e nella sua progettazione. A quanto pare difetti presenti anche sulle batterie sostituite e prodotte da due aziende differenti, di cui una, Samsung SDI, controllata direttamente dal produttore sudcoreano.

Entrambe le batterie realizzate con errori di progettazione dovuti alla dimensione ridotta del phablet, in definitiva l’ipotesi che già circolava negli ultimi tempi è stata confermata anche da Samsung.

DJ Koh, capo del settore mobile di Samsung, ha detto: “sentiamo una dolente responsabilità per non il fallimento dei test e confermiamo che ci sono stati problemi nella progettazione e produzione di batterie prima di mettere il prodotto sul mercato“.

Non si può fare a meno di notare una coincidenza straordinaria di ben due batterie difettose che ha portato al disastro Note 7. Qualcuno ritiene che il motivo sia da ricercare, oltre che nella progettazione, anche in altri ambiti al di fuori dell’azienda, come scrive il New York Times, e legati alle vicende politiche della Corea del Sud.

DJ Koh assicura che questi errori non avverranno più ed ha esposto quello che è il Battery Safety Check, un sistema di controllo in otto punti che dovrebbe garantire la massima sicurezza nella produzione degli smartphone.

Dopo aver rivalutato ogni fase del processo di produzione degli smartphone, le batterie saranno sottoposte a prove estreme:

  1. Prova di durata, tra cui prove di sovraccarico, test di puntura unghie e stress test a temperature estreme.
  2. Prova visiva seguendo standard oggettivi.
  3. Raggi X per vedere all’interno delle batterie in cerca di eventuali anomalie.
  4. Prova di carica/scarica
  5. Test di TVOC (Total Volatile Organic Compound) per verificare che non vi sia la fuoriuscita nemmeno minima del composto organico volatile contenuto nell’accumulatore.
  6. Smontaggio di prova per verificare che sia tutto ben realizzato e a posto come il nastro isolante o le saldature della scheda della batteria.
  7. Test di utilizzo comune che un qualunque utente potrebbe fare del dispositivo, ma in forma accelerata.
  8. Test △OCV (Delta Open Circuit Voltage) per il controllo delle variazioni di voltaggio dal singolo componente al dispositivo finito.

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