Xylella: nuovi focolai, Cia Puglia: serve impegno di tutti affinché batterio non si propaghi ancora

La Xylella purtroppo avanza senza aspettare i tempi della giustizia, della burocrazia, della politica e della ricerca. Lo afferma la Cia Puglia, spiegando che la notizia del ritrovamento di altri 5 focolai del batterio nelle province di Brindisi e Taranto conferma quanto importante fosse il monitoraggio -che è stato sospeso per quasi 9 mesi e che è ripreso subito dopo l’estate scorsa- del quale più volte avevamo ribadito la necessità sul territorio.

La Xylella fastidiosa, dunque, avanza e minaccia seriamente la Piana degli ulivi millenari tra Carovigno e Monopoli e anche il versante ionico della Puglia. Al momento, grazie al monitoraggio disposto dalla Regione Puglia, non risultano altri casi più a nord, tranne quello di Ostuni, relativamente al quale l’albero era stato subito espiantato come le altre specie suscettibili presenti nel raggio di 100 metri.

Il pericolo però incombe su un territorio a forte vocazione olivicola con una parte caratterizzata da ulivi secolari che rappresentano anche un importante fattore di attrazione per il turismo e la multifunzionalità. Ecco perché bisogna che le istituzioni preposte, insieme a tutti gli “attori” del territorio, si impegnino affinché il batterio non avanzi di un altro metro verso nord.

Ribadiamo con forza che non bisogna perdere altro tempo, che occorre condividere una nuova strategia per il futuro dei territori interessati dalla problematica, iniziando a immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio.

Ben vengano i progetti di ricerca scientifica. La Cia Puglia guarda con attenzione a tutti i progetti di ricerca in corso e si auspica che, nel più breve tempo possibile, la ricerca possa dare delle risposte, quanto meno per evitare il propagarsi della malattia, che se non contenuta rischia di interessare non solo tutta la Puglia ma anche tutta l’Italia olivicola, se si considera anche come il vettore si sposti a bordo di automezzi lungo le direttrici di transito degli stessi.

Giudichiamo, inoltre, positiva l’apertura della Commissione europea alla possibilità di reimpianto di nuovi uliveti nell’area infetta da Xylella, cioè nei territori in cui il batterio risulta endemico. È quanto la Cia Puglia sta chiedendo da diverso tempo. Perciò ribadiamo con forza la necessità di rimuovere il divieto di impianto di nuovi uliveti nell’area infetta e anche delle specie considerate suscettibili alla Xylella che potrebbero, se impiantate, rappresentare un’alternativa alla produzione e al reddito degli agricoltori colpiti da questa emergenza.

Gli agricoltori sono i primi penalizzati da questa vicenda. Le istituzioni non devono e non possono dimenticarsi degli agricoltori, di chi ha perduto un ingente patrimonio e una fonte di reddito.

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