Aifa: ritira dal mercato l’aspirina, possibile presenza di agglomerati e colore anomalo

L’Aifa ha tolto dal mercato italiano alcuni lotti di due altri farmaci in poche ore. Si tratta dei lotti 004763405 ASPIRINA 500 MG GRANULATO x 10 bustine BTT1BKK feb-18; 004763405 ASPIRINA 500 MG GRANULATO x 10 bustine BTT1AGN gen-18; 004763405 ASPIRINA 500 MG GRANULATO x 10 bustine BTT1BL5 gen-18; 004763405 ASPIRINA 500 MG GRANULATO x 10 bustine BTT1CPS lug-18; 04763544 ASPIRINA 500 MG GRANULATO x 20 bustine BTT185R gen-18; 004601023 ALKA EFFER 20 compresse BTAHTUO mar-19; 004601023 ALKA EFFER 20 compresse BTAHELO mag-19 delle specialità medicinali ASPIRINA e ALKA EFFER della ditta Bayer Spa.

Il provvedimento, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è reso necessario a seguito della comunicazione della ditta concernente la possibile presenza di agglomerati e/o colore anomalo in alcune confezioni delle suddette specialità medicinali. La ditta Bayer ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

Ritirati anche Paracetamolo e Guttalax – Sono state numerose le operazioni di ritiro dei farmaci nelle ultime settimane. Ieri, ad esempio, è stata la volta del Guttalax, medicinale utilizzato nel trattamento di breve durata della stitichezza occasionale sia negli adulti che nei bambini.

Storia dell’Aspirina

Fu un chimico francese, Charles Frédéric Gerhardt, a preparare per primo l’acido acetilsalicilico nel 1853. Nel corso del suo lavoro riguardante la sintesi e le proprietà di diverse anidridi acide mescolò il cloruro di acetile con un sale sodico dell’acido salicilico (il salicilato di sodio). Si verificò una forte reazione e la miscela risultante si solidificò in brevissimo tempo. A quell’epoca non esisteva ancora la teoria strutturale, quindi Gerhardt chiamò il composto che aveva sintetizzato “anidride salicilico-acetica” (wasserfreie Salicylsäure-Essigsäure). La preparazione dell’aspirina (“anidride salicilico-acetica”) fu soltanto una delle diverse reazioni che Gerhardt condusse per il suo lavoro sulle anidridi, e non ebbe alcun seguito.

Sei anni dopo, nel 1859, Von Gilm ottenne analiticamente l’acido acetilsalicilico puro, per reazione tra l’acido salicilico e il cloruro di acetile: chiamò questa nuova sostanza “acetylierte Salicylsäure”, cioè acido salicilico acetilato. Nei 1869, Schröder, Prinzhorn e Kraut ripeterono le sintesi compiute da Gerhardt (dal salicilato di sodio) e da Von Gilm (dall’acido salicilico) e conclusero che entrambe le reazioni creavano lo stesso composto: l’acido acetilsalicilico. Furono i primi ad attribuirgli la struttura corretta, con il gruppo acetile collegato al gruppo OH fenolico.

Nel 1897, gli scienziati della Bayer, che produceva farmaci e coloranti, iniziarono a fare esperimenti sull’uso dell’acido acetilsalicilico come sostituto meno irritante dei medicinali comuni a base di salicilato. Nel 1899, la Bayer mise in commercio il farmaco con il nome di Aspirina. Il nome aspirina deriva dalla “A” di “acetil” e dalla “spir” di “Spirsäure”, il vecchio nome tedesco dell’acido salicilico. La sostanza divenne sempre più famosa nella prima metà del XX secolo e diede prova della sua efficacia nelle prime fasi dell’epidemia di spagnola del 1918; era un farmaco molto redditizio, quindi scatenò feroci lotte di mercato e la proliferazione di marchi e di prodotti, soprattutto dopo la scadenza del brevetto della Bayer negli Stati Uniti, avvenuta nel 1917.

La popolarità dell’Aspirina diminuì quando furono messi in commercio il paracetamolo nel 1956 e l’ibuprofene nel 1969. Negli anni Sessanta e Settanta John Vane e altri scoprirono il meccanismo di azione dell’aspirina, mentre esperimenti clinici e altre ricerche compiute tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta dimostrarono l’efficacia di questo farmaco come agente anticoagulante in grado di diminuire il rischio di malattie della coagulazione. Il consumo aumentò di nuovo considerevolmente negli ultimi decenni del XX secolo ed è tuttora molto diffuso, grazie all’uso generalizzato che se ne fa come terapia preventiva per gli attacchi di cuore e l’infarto.

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