Cyberbullismo, il Senato approva il disegno di legge, ecco cosa prevede

Il Senato ha approvato la proposta di legge contro il cyberbullismo. Il provvedimento torna ora alla Camera in quarta lettura, visto che Palazzo Madama ha eliminato le norme penali introdotte e passate a Montecitorio lo scorso settembre. Una serie di emendamenti che, secondo avvocati ed esperti, avevano stravolto il ddl. E trasformato una legge dedicata alla prevenzione e alla tutela dei minori in uno strumento punitivo. Tanto che le critiche erano arrivate anche da oltreoceano: Cory Doctorow, giornalista e blogger canadese esperto di diritti digitali e sicurezza informatica, ha  definito il provvedimento “la più stupida legge censoria nella storia europea”. Così il testo è stato rivisto al Senato, dove è stata cambiata anche la definizione di cyberbullismo che, a differenza di prima, è specificatamente tarata sui minorenni.

Il sì al Senato è arrivato quasi all’unanimità: 224 voti a favore, sei astenuti e un no dell’onorevole Domenico Scilipoti. “L’aula del Senato ha ribadito il proprio impegno per la tutela dei minori. Rispondiamo a una richiesta di aiuto che viene dai ragazzi, dalle famiglie, dagli insegnanti”, è il commento della senatrice Pd Elena Ferrara, prima firmataria del provvedimento.

Per cyberbullismo si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonchè la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Ciascun minore ultraquattordicenne, nonchè ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subito taluno degli atti di cui all’articolo 1 comma 2 della legge può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito Internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet

Con decreto del presidente del Consiglio, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, coordinato dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Il tavolo ha lo scopo di portare alla definizione, entro sessanta giorni dal suo insediamento, di un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, nel rispetto delle direttive europee in materia e e realizza un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni.

Il piano stabilisce le iniziative di informazione e di prevenzione del fenomeno del cyberbullismo rivolte ai cittadini, coinvolgendo primariamente i servizi socio-educativi presenti sul territorio, in sinergia con le scuole. Il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il ministero della Giustizia – Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge adotta linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale, e provvede al loro aggiornamento con cadenza biennale.

Salvo che il fatto costituisca reato, il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo ne informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e attiva adeguate azioni di carattere educativo.

Per le esigenze connesse allo svolgimento delle attività di formazione in ambito scolastico e territoriale finalizzate alla sicurezza dell’utilizzo della rete internet e alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo sono stanziate risorse pari a 203.000 euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019

Fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia per taluno dei reati di cui agli articoli 594, 595 e 612 del codice penale e all’articolo 167 del codice per la protezione dei dati personali mediante la rete internet, da minorenni di età superiore agli anni quattordici nei confronti di altro minorenne, è applicabile la procedura di ammonimento. Ai fini dell’ammonimento, il questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la potestà genitoriale.

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