Dieta mima-digiuno, studio conferma effetti contro cancro, diabete e obesità

La dieta del mima-digiuno o della longevità è una alimentazione ipocalorica e con pochi zuccheri e proteine ma ricca di grassi insaturi che se sostenuta per alcuni giorni al mese, potrebbe avere anche ”effetti anti-aging”, allontanando malattie tipiche dell’invecchiamento; quindi potrebbe potenzialmente aumentare la speranza di vita di un individuo. Lo suggerisce una sperimentazione clinica su 100 individui i cui risultati sono apparsi sulla rivista Science Translational Medicine.

Lo studio è stato coordinato da Valer Longo (ideatore della dieta mima-digiuno) dell’Istituto di Oncologia Molecolare FIRC a Milano e della University of Southern California School of Gerontology a Los Angeles. La sperimentazione, spiega Longo all’ANSA, ha coinvolto soggetti di 20-70 anni, alcuni sovrappeso o obesi.

Per rallentare l’invecchiamento non c’è bisogno di ridurre in modo drastico la quantità complessiva di calorie. La diminuzione dell’apporto proteico, il digiuno intermittente e l’assunzione di cibo prevalentemente nelle prime ore della giornata associati a un miglioramento qualitativo della dieta hanno effetti analoghi alla restrizione calorica. Le regole seguite nelle sperimentazioni preliminari sugli uomini sono quattro. La prima è ridurre le proteine, che “dovrebbero fornire il 10-12% delle calorie giornaliere” spiega Fontana. La seconda è digiunare per due giorni non consecutivi alla settimana. “Il digiuno non deve essere completo” sostiene il ricercatore. “Ai nostri volontari chiediamo di mangiare solo verdura cotta o cruda con un paio di cucchiai d’olio, per un totale di 500 calorie”.

Questa dieta, a differenza della restrizione calorica che ha effetti collaterali pesanti sulla funzione riproduttiva, provoca anemia e osteoporosi nelle sue forme più estreme e costringe a vivere con la bilancia da cucina, è stata ben tollerata dai volontari degli studi della Washington University. Ma l’idea di sottoporsi a lunghi periodi di digiuno è vista con perplessità dai gastroenterologi. “In generale sconsigliamo sbalzi di apporto calorico. L’organismo ha bisogno di ritmi costanti” sostiene Davide Festi dell’università di Bologna. Fontana e Partridge ricordano che nel corso dell’evoluzione uomini e animali hanno sempre mangiato in maniera intermittente.

È emerso, sottolinea Longo, che seguendo il regime dietetico suddetto si ottiene la riduzione di fattori di rischio per diabete, cancro e malattie cardiovascolari, inclusa la riduzione del grasso addominale (quello accumulato sulla pancia), della pressione sanguigna, del colesterolo, del fattore infiammatorio CRP, della molecola IGF-1 associata a cancro e invecchiamento, il tutto senza perdita di massa muscolare (uno dei pericoli di diete troppo ferree o digiuni veri e propri). ”La dieta aiuta naturalmente anche a dimagrire e in modo sano, senza rischio di perdita di massa muscolare”, ribadisce Longo in conclusione.

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