Epilessia: ecco cosa fare quanto si assiste a una crisi: Video tutorial

Insegnare a tutti gli operatori scolastici a gestire una crisi convulsiva in classe. È l’obiettivo dell’incontro del 13 febbraio in occasione della Giornata mondiale contro l’epilessia, la malattia che affligge attualmente 65 milioni di persone nel mondo, 8 milioni in Europa e 500 mila in Italia giornata promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Più di 50 gli istituti scolastici invitati. Video tutorial realizzati per l’occasione, esempi pratici, strumenti tecnici e tanta teoria, come la somministrazione di farmaci in caso di crisi, saranno i temi portanti de “La scuola non ha paura delle crisi”

Evidenze scientifiche dimostrano come educare la scuola alla gestione di questi pazienti ne migliori l’inserimento, l’accesso al diritto allo studio e, soprattutto, ne eviti le ospedalizzazioni inappropriate. Due degli istituti scolastici che hanno partecipato all’incontro dello scorso anno, per esempio, sono stati in grado di gestire 7 episodi di crisi senza dover ricorrere all’intervento del 118. Sono i bambini i più colpiti dall’Epilessia. Nei due terzi dei casi la malattia si manifesta prima della pubertà. Il 30% di tutte le epilessie è resistente ai farmaci: di queste solo il 10-15% può essere trattata con la chirurgia. In questo caso, prima si interviene più alta è la possibilità di guarigione.

“Le persone affette da epilessia ancora oggi sono vittime di pregiudizi e limitazioni in vari ambiti della loro esistenza» sottolinea il professor Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di neuroscienze e neuroriabilitazione del Bambino Gesù «Esclusi i casi particolarmente complessi e invalidanti, ciascuno di loro può invece vivere una vita regolare nella società, a scuola, a lavoro, nel tempo libero. E’ per questo motivo che discriminazione ed emarginazione vanno combattute con ogni iniziativa di informazione, formazione e sensibilizzazione possibile”.

L’epilessia è una malattia neurologica dovuta sia ad una predisposizione genetica, sia a lesioni cerebrali. Colpisce mediamente l’1% della popolazione. Si manifesta con crisi di vario tipo nei primi anni di vita (entro i 12 anni nel 70% dei casi) con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e ricadute sul piano sociale. Un terzo dei pazienti resiste al trattamento con i farmaci e di questi il 10-15% riporta una lesione cerebrale operabile. La chirurgia dell’epilessia è indicata, infatti, solo quando l’area epilettogena (zona del cervello responsabile delle crisi) è circoscritta e la sua asportazione non causa deficit neurologici.

Ecco cosa fare quanto si assiste a una crisi epilettica

In caso di crisi convulsiva, la cosa migliore da fare è mantenere la calma e evitare interventi inappropriati.
Alcune indicazioni:
– nel caso in cui il bambino sia caduto per la convulsione, evitare che la nuova postura diventi pericolosa per via della crisi (posizionare un cuscino sotto la testa o comunque evitare che la testa batta ripetutamente sul pavimento o contro ostacoli);

– ruotare il bambino su un fianco per permettere alla saliva che si può eventualmente accumulare nella bocca di defluire spontaneamente.
– non cercare di aprire la bocca (la lingua non viene inghiottita!) poiché la contrazione dei muscoli mascellari in genere è tale da non permettere l’apertura della bocca, e ogni tentativo in questo senso potrebbe comportare un morso al dito introdotto o la rottura dei denti del bambino.
– non cercare di rianimare il bambino con inappropriate respirazioni assistite o inappropriati massaggi cardiaci. La crisi, così come è venuta, recede spontaneamente entro pochi minuti.

In caso di crisi epilettica senza manifestazioni motorie di tipo convulsivo:
– evitare interventi inopportuni;
– non spaventare ulteriormente il bambino con il proprio stato di agitazione (se il bambino non perde coscienza durante la crisi).
– tranquillizzarlo, confortarlo e rassicurare anche gli astanti.

Nel caso in cui si è avuta dai medici l’istruzione della somministrazione di una benzodiazepina  (Diazepam per via rettale o Midazolam per via oromucosale) aspettare comunque qualche minuto, poiché nel 90% dei casi le crisi durano 1 o 2 minuti e recedono spontaneamente senza bisogno di terapie. È importante osservare la crisi epilettica nel suo svolgimento prestando particolare attenzione ad esempio ad eventuali segni focali come la deviazione degli occhi da un lato o la presenza di scosse più su un lato del corpo che sull’altro.
Riferire questi elementi al medico curante può aiutare il medico a classificare la crisi e impostare una giusta terapia.

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