Il mal di schiena accorcia la vita è considerato la maggiore causa di disabilità nel mondo

La principale causa di disabilità in tutto il mondo è il dolore che colpisce la parte bassa della schiena. Secondo uno studio dell’Università di Sydney pubblicato sull’European Journal of Painchi chi soffre di mal di schiena ha una probabilità maggiore del 13% di morte prematura.

I ricercatori della facoltà di Scienze della salute dell’ateneo, hanno esaminato la prevalenza di mal di schiena (dolore lombare generico o dolore acuto) fra 4390 gemelli danesi di eta’ fra 70 e 102 anni. Hanno poi comparato tali statistiche con il registro delle morti. “Le persone piu’ anziane che denunciano dolore spinale hanno un maggior rischio del 13% di mortalita’ per anno di vita, ma la connessione non e’ causale“, scrive il responsabile dello studio Paulo Ferreira.

“Il dolore alla schiena ha importanti conseguenze con il passare degli anni e le persone in genere non ne sono consapevoli“. Riguardo al fatto che i risultati non sono “causali“, Ferreira spiega che “benchè non vi sia una correlazione indipendente con la durata di vita, il dolore alla schiena tende a creare un effetto domino, che impatta negativamente sulla salute e accresce la probabilita’ di morte prematura“, aggiunge.

Mal di schiena, quasi inutili farmaci antinfiammatori – I comuni farmaci antinfiammatori, come aspirina e ibuprofene, sono “quasi completamene inutili” contro il mal di schiena, che è considerato la maggiore causa di disabilità nel mondo. E’ quanto emerge da una analisi di 35 sperimentazioni randomizzate, che hanno coperto oltre 6000 persone che usavano antidolorifici antinfiammatori. Condotta dal George Institute for Global Health di Sydney, ha rivelato che i farmaci noti collettivamente come ‘non-steroidal anti-inflammatory drugs’, o NSAIDs, offrono benefici appena superiori ai placebo.

Lo studio, pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases, indica che su 6 pazienti trattati con farmaci antinfiammatori solo uno ha ricevuto benefici clinicamente importanti nel breve termine. E i benefici erano superati da gravi effetti collaterali, come ulcere gastriche e sanguinamento. “La nostra analisi di sicurezza farmaceutica rivela che i NSAIDs aggravano il rischio di effetti collaterali intestinali di due volte e mezzo rispetto ai placebo”, scrivono i responsabili dello studio, Manuela Ferreira e Gustavo Machado.

Due anni fa una simile ricerca degli stessi studiosi aveva concluso che il paracetamolo – da tempo raccomandato come farmaco di prima scelta per il dolore vertebrale – ha scarso effetto analgesico mentre quasi quadruplica l’incidenza di funzioni epatiche anormali. Un terzo gruppo di farmaci, gli oppioidi, è risultato poco più efficace dei NSAIDs mentre fa scattare effetti collaterali ancora più gravi. Forniscono “modesto” sollievo al dolore lombare cronico, ma i benefici non sono “clinicamente importanti” – e molti pazienti hanno smesso di usarli perché non potevano tollerare gli effetti avversi.

Gli antidolorifici non sono una risposta al dolore alla schiena, avvertono i ricercatori. “I risultati mettono in luce la necessità urgente di sviluppare nuove terapie e di dedicare più attenzione alla prevenzione” aggiungono. L’attività regolare aiuta a tenere lontano il dolore alla schiena e le persone dovrebbero scegliere l’esercizio che piace loro di più. Quando il dolore colpisce, di solito scompare antro un paio di settimane, ma se persiste, gli studiosi raccomandano la fisioterapia.

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