Influenza 2017 ancora in calo, colpiti quasi 4 mln italiani: ecco come difendersi dal virus influenzale

Diminuisce ancora il numero di casi di sindrome influenzale in Italia dopo aver raggiunto il picco stagionale con 9,59 casi per mille assistiti nell’ultima settimana del 2016. Il livello di incidenza in Italia è pari a 6,39 casi per mille assistiti. In tutte le fasce di età si osserva una diminuzione del numero di casi rispetto alla precedente settimana.

La fascia di età maggiormente colpita è quella pediatrica dei bambini sotto i cinque anni di età con un’incidenza pari a 17,45 casi per mille assistiti. Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 388.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 3.838.000 casi. In tutte le Regioni italiane è in corso il periodo epidemico. Val d’Aosta, P.A. di Trento e Sardegna le regioni maggiormente colpite.

Nella maggior parte dei casi gravi l’età media era di circa 73 anni ed è stato isolato il virus A/H3N2. Quasi tutti presentavano almeno una patologia cronica, come malattie cardiovascolari (72%), respiratorie croniche (63%), diabete (46%) e obesità (28%). Non è stato confermato, invece, nessun caso grave di influenza in donne in gravidanza.

Prevenire è meglio che curare. Per tenere lontano il virus influenzale si può partire da poche e semplici raccomandazioni, come lavare spesso le mani – soprattutto dopo essere stati in luoghi molto affollati – ma anche vestirsi nel modo più corretto possibile in base a temperature e condizioni atmosferiche (non saranno pericolosi solamente i colpi di freddo ma anche l’eccessiva sensazione di calore). È importante anche una dieta equilibrata e ricca di fibre vegetali e vitamina C, in grado di rafforzare l’organismo. Infine – come riporta il ministero della Salute – per alcune categorie più a rischio, come le donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, i soggetti con patologie respiratorie e cardiache di qualsiasi età, e gli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti e ad altri soggetti a rischio, è consigliato l’uso del vaccino per evitare le complicanze dell’influenza.

E se proprio non c’è stato verso di evitare “l’incontro” con il virus l’unica soluzione è aspettare che l’influenza faccia il suo corso e aiutarsi con i farmaci di automedicazione. “In caso di contagio – conclude Pregliasco – il consiglio migliore è riposare e utilizzare i farmaci senza obbligo di ricetta, che permettono di attenuare i sintomi senza azzerarli, seguendo l’andamento della malattia. Quanto agli antibiotici, non sono efficaci contro i virus e devono essere utilizzati solo dopo aver effettuato una visita medica necessaria se i sintomi dell’influenza non passano con i farmaci di automedicazione, oppure se dopo un’apparente guarigione si manifesta un ritorno di febbre e tosse produttiva”.

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