Sigarette elettroniche, preoccupa il dripping utilizzato da uno studente su quattro

Secondo un nuovo studio, un adolescente su quattro che fa uso di sigarette elettroniche ha provato il “dripping”, la pratica che consiste nel far gocciolare la nicotina liquida direttamente sulle bobine di riscaldamento dei dispositivi per ottenere nubi di vapore più spesse. Negli ultimi dieci anni gli esperti di salute pubblica hanno discusso se questi gadget possano aiutare a smettere di fumare, costituire un’alternativa più sicura alle sigarette tradizionali con combustione, o se “svapare” possa avvicinare una nuova generazione alla dipendenza da nicotina.
“I liquidi delle e-cig contengono anche molti aromi chimici, come aldeidi, vanilline e alcol considerati sicuri per l’ingerimento, ma di cui poco si sa in merito alla tossicità di inalazione, in particolare quando sono volatilizzati ad alte temperature”, ricorda Krishnan-Sarin, ricercatrice di Psichiatria alla Yale University School of Medicine e principale autrice dello studio.

Lo studio -Per valutare la frequenza con cui i ragazzi hanno provato il dripping, i ricercatori hanno preso in esame 2.015 survey su 7.045 studenti in otto scuole superiori del Connecticut. Nel complesso, 1.080 ragazzi, circa il 15%, ha dichiarato di aver provato le sigarette elettroniche. Circa il 26% degli utilizzatori di e-cig ha dichiarato di aver provato il dripping. Il più delle volte, i ragazzi lo hanno fatto per produrre nubi di vapore più spesse, anche se a volte hanno cercato il dripping per esaltare i sapori della nicotina liquida o per aumentare la sensazione di inalazione del fumo in gola o nei polmoni. Lo studio non ha esaminato quale sapore gli adolescenti abbiano utilizzato per il dripping o quanta nicotina ci fosse nei liquidi usati dai ragazzi.

Il dripping era una pratica comune quando sono apparse sul mercato le prime e-cig, perché i dispositivi avevano un sistema di atomizzatori aperto e senza serbatoi per contenere liquidi, per cui gli utilizzatori dovevano portare con sé la bottiglietta di liquido, aggiungere i fluidi spesso e fare attenzione a non inondare l’atomizzatore. Secondo Maciej Goniewicz, ricercatore al Roswell Park Cancer Institute di Buffalo che non è stato coinvolto nello studio, c’è motivo di preoccupazione: “Anche se questo studio non guarda agli effetti sulla salute dei dripping giovanile, test di laboratorio hanno dimostrato che questa pratica aumenta il rischio di inalazione di alte dosi di nicotina e sostanze chimiche cancerogene dalle sigarette elettroniche. L’inalazione di aerosol di e-cig sembra essere meno rischioso rispetto al fumo di sigarette tradizionali, ma il dripping non è una tecnica sicura e deve

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