Smog, a Torino è allarme, si respira l’aria peggiore degli ultimi 4 anni

E’ allarme smog nelle grandi città del nord Italia. In Piemonte si respira l’aria peggiore degli ultimi 4 anni. Da inizio 2017 i limiti delle PM10 sono stati superati 31 volte ad Asti e Carmagnola, 28 a Alessandria, 25 a Vercelli e Collegno. Torino ha già consumato il “bonus” dei 35 sforamenti. Nel rendere noto questi dati Legambiente lancia un appello alla sindaca, Chiara Appendino per promuovere azioni anche su scala metropolitana.

La mal’aria – dicono gli ambientalisti- ammorba infatti anche i principali centri dell’ hinterland torinese. L’inasprimento delle misure emergenziali a Torino da parte della Giunta Appendino “è un primo incoraggiante segnale nella giusta direzione -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta- a cui però devono far seguito interventi strutturali efficaci che releghino la mobilità motorizzata privata all’ultimo posto delle opzioni per gli spostamenti quotidiani”.

Il 2016, d’altra parte, è stato un anno “nero” per l’inquinamento. Ben un capoluogo italiano su tre ha oltrepassato il limite di superamenti di Pm10 (ossia 35 giorni con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi per metro cubo prevista dalla legge). Un dato che emerge dal Rapporto Mal’Aria, pubblicato da Legambiente. Ma anche il 2017 si è aperto con qualità dell’aria preoccupante. Solo nei primi 25 giorni di gennaio sono ben 9 le città italiane che hanno registrato oltre 15 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per il Pm10. Cremona con 20 giornate (il 60% di quelle consentite per tutto il 2017), Torino con 19 e Frosinone con 18 giornate, sono le tre situazioni peggiori, seguite da Treviso, Padova, Vicenza e Reggio Emilia con 15 giorni di sforamento (il 40% del totale).

“La qualità dell’aria nelle città italiane – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – deve diventare una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale, altrimenti continueremo a condannare i cittadini italiani a respirare aria inquinata. Per questo oggi abbiamo presentato una ricetta completa di proposte e soluzioni per metterla in pratica, chiamando in causa prima di tutto i Comuni e le Regioni, e poi il governo, ciascuno per le sue competenze. Auspichiamo poi l’istituzione e il funzionamento di un coordinamento forte e permanente tra i diversi livelli di governo del territorio, autorità ambientali e sanitarie e i diversi soggetti interessati, per riuscire ad essere efficaci nell’azione. Occorre uscire dalla logica dell’emergenza e garantire un diverso modo di pianificare gli spazi nelle aree urbane, investimenti nella riqualificazione e nell’innovazione nell’edilizia e nel riscaldamento, sistemi di mobilità innovativi e investimenti sul verde urbano”.

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