Spreco alimentare: Prevenzione è la parola chiave per la Giornata nazionale 2017

Domenica 5 febbraio 2017 si celebra la 4^ Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari. Conoscere e focalizzare le cause e le dinamiche degli sprechi aiuta concretamente a ridurli e a mettere in atto comportamenti in chiave preventiva.

“Prevenzione è la parola chiave per approcciare la Giornata nazionale 2017 – evidenzia il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del comitato tecnico-scientifico per il Programma nazionale di prevenzione sprechi/rifiuti (Min. Ambiente) – Lo spreco migliore è quello che non si fa e la legge 166 va anche in questa direzione, prefigurando una campagna capillare di educazione alimentare. Altrimenti come potremo arrivare a dimezzare gli sprechi, in Italia e in Europa, entro il 2025? I primi 6 mesi dimostrano che la nuova legge agisce bene sul recupero, in prospettiva quindi, ci sono grandi margini di miglioramento: i dati Waste Watcher dicono che 1 italiano su 5 mette già in atto comportamenti virtuosi, e che il 57% sta dalla parte giusta, attento a non sprecare per convinzione o per necessità. Lavoriamo sul 40% che resta, incurante o incoerente: facciamolo con una campagna efficace di educazione alimentare”.

La 4^ Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare viene presentata nella cornice di Piazza della Salute, il progetto lanciato a Roma dall’Enpam: “Si sprecano più facilmente gli alimenti freschi e deperibili, cioè quelli che fanno meglio alla salute – osserva il medico e presidente Enpam Alberto Oliveti – Per questo prevenire gli sprechi insegnando a fare bene la spesa, a conservare correttamente i cibi e a mangiare quelli ancora buoni, significa anche migliorare lo stato di salute dei consumatori. Di certo riempiendo la dispensa con alimenti pieni di conservanti si limita il rischio di farli scadere, ma si non si fa un grande favore al proprio fisico”.

“Siamo impegnati per arrivare a 1 milione di tonnellate. Un dovere morale, una scelta civile. E ognuno è chiamato a fare la sua parte. Anche in casa, dove si registra il 50% degli sprechi. Un salto di qualità necessario per essere davvero la generazione ‘Spreco Zero e Fame Zero'”. Così il ministro delle Politiche agricole e alimentari Maurizio Martina sulla giornata di prevenzione dello spreco alimentare. “Una giornata – spiega  il ministro – per riflettere sulle nostre abitudini quotidiane ma soprattutto una nuova cultura del cibo, che cresca anche tra le nuove generazioni. Da qui parte la nostra sfida, in un percorso di sensibilizzazione iniziato con Expo Milano 2015.

Perché 12 miliardi di euro di sprechi alimentari solo nel nostro Paese sono troppi. Dallo scorso agosto, con l’approvazione della legge Gadda, possiamo contrastare – sottolinea ancora Martina – questo fenomeno con nuovi strumenti. Abbiamo reso più conveniente per le aziende donare che sprecare, abbiamo rafforzato il tavolo indigenti che, caso unico in Europa, riunisce al Ministero istituzioni, organizzazioni di categoria ed enti caritativi. A differenza di altri Paesi abbiamo preferito incentivare il recupero, – conclude Martina – piuttosto che punire lo spreco. Proprio grazie a questa impostazione raccogliamo già ogni anno 550mila tonnellate di cibo e lo doniamo a chi ne ha bisogno.

Il ‘Decalogo anti-spreco’ da usare nella nostra vita quotidiana:

– aiutati con la lista della spesa e valuta il più possibile quanto cibo può essere consumato in un pasto medio: così potrai evitare acquisti inutili e avanzi con conseguenti sprechi.

– Controlla la scadenza dei prodotti, pensando a quando utilizzarli: il mancato consumo si traduce automaticamente in uno spreco.

– Fai attenzione alle etichette: scegli prodotti che riportano informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Il latte, ad esempio, può essere sottoposto a processi (come la pastorizzazione Esl, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione) che ne mantengono inalterate le proprietà estendendone però la ‘vita sullo scaffale’; alcuni prodotti come biscotti, grissini, fette biscottate vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili che prevengono l’irrancidimento in modo naturale e sicuro.

– Cerca di scegliere prodotti con indicato il destino della confezione a ‘fine vita’: così contribuirai a ridurre la quantità di indifferenziata nell’immondizia.

– Preferisci il biologico: riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, consente di limitare le emissioni di CO2 e non inquina le falde acquifere con fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.

– Utilizza alcuni semplici accorgimenti per allungare e migliorare la conservazione dei cibi. Ad esempio, condisci insalate e verdure solo al momento di servirle: così si mantengono più a lungo e possono essere consumate in pasti successivi.

– Prova a utilizzare gli avanzi per inventare nuove pietanze: con fantasia e creatività potrai cucinare piatti gustosi evitando di sprecare alimenti.

– Dopo feste e ricevimenti, valuta se gli avanzi possono essere consumati a breve e invita gli ospiti a portare con loro parte di quello che è avanzato.

– Informati sui programmi contro lo spreco alimentare della tua città, oppure prendi contatto con le onlus che raccolgono gli avanzi di cibo ‘buono’ e lo ridistribuiscono a chi ne ha bisogno.

– Metti gli avanzi di cibo nella raccolta dell’umido (se vuoi anche insieme agli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile): si trasformeranno in ottimo compost ‘fatto in casa’, creando ‘valore’ sia per le minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti), sia perché il compost può essere commercializzato a un valore che può variare da 20euro/ton per i prodotti all’ingrosso a circa 3 euro per kg per prodotti venduti al minuto.

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