Verdura mai così cara, freddo e gelo hanno “gonfiato” i prezzi, +20% a gennaio

La gelata drammatica di inizio anno, ha penalizzato non soltanto gli agricoltori ma anche i consumatori. Freddo e neve hanno messo in ginocchio migliaia di imprese agricole soprattutto al Sud, dove si produce appunto il 61% degli ortaggi italiani e il 97% degli agrumi nazionali -spiega la Cia-. Produzioni intere falcidiate dalle gelate o bloccate nei magazzini aziendali per le cattive condizioni stradali, che hanno rallentato fortemente la circolazione dei tir e quindi le consegne di prodotti freschi lungo la filiera. Con conseguenze immediate sul rialzo dei prezzi al consumo.

Il maltempo ha distrutto le coltivazioni anche in Spagna che insieme all’Italia è il principale fornitore di ortofrutta dell’Unione Europea dove si è verificato un crollo delle disponibilità con il rincaro dei prezzi nei supermercati con gli scaffali vuoti e le vendite di broccoli, zucchine ed insalate addirittura razionate. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la tempesta perfetta nel mercato della verdure provocata da un pazzo inverno rischia di avere effetti fino alla prossima primavera con l’arrivo dei nuovi raccolti, anche per la nuova ondata di perturbazioni in Europa.

Ma non tutti i rincari sono giustificati: ”alcuni prodotti – avverte la Coldiretti – sono già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi e non sono dunque giustificabili eventuali rincari mentre rialzi alla produzione dovuti all’aumento dei costi di riscaldamento delle serre o alla ridotta disponibilità di alcuni prodotti orticoli danneggiati dalle gelate non possono essere un alibi per speculazioni che danneggiano i produttori agricoli e i consumatori in una situazione in cui i prezzi triplicano dal campo alla tavola. Occorre vigilare che non vengano spacciati prodotti stranieri come nazionali per giustificare aumenti non dovuti e per fare acquisti di qualità al giusto prezzo”.

A tale proposito, la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura che consiglia di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali che non sono soggette a lunghi e difficili trasporti e di privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori.

Se in Italia i prezzi delle verdure fresche spingono l’inflazione su livelli record dal 2013 con un aumento al consumo del 20,1% a gennaio rispetto allo scorso anno in Gran Bretagna – sottolinea la Coldiretti – due fra le piu’ importanti catene del Paese, Tesco e Morrisons, stanno già limitando la quantita’ acquistabile di alcune verdure, fra cui insalata e broccoli, mentre i prezzi per alcune tipologie di prodotto come le lattughe sono piu’ che raddoppiati.

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