Agricoltura 4.0: la tecnologica garantirà redditi più elevati agli agricoltori

Agricoltura 4.0, una nuova sigla che indica un sistema in cui persone e cose sono sempre più connesse tra di loro grazie al web, affiancate da macchine con software “cognitivi”, cioè capaci di valutare fatti e prendere decisione autonome.  Due mondi, quello dell’agricoltura e quello dell’informatica che si sono incontrati nella sede della Cia di Imola in occasione della presentazione dei servizi Cna Technology Team.

“Un’opportunità -ha detto in apertura il presidente della Cia- Agricoltori italiani di Imola, Giordano Zambrini- che abbiamo accolto con piacere convinti che anche il mondo agricolo possa ottenere aiuto e nuove possibilità di mercato grazie a queste soluzioni”. Ne è convinta anche la direttrice della Cna di Imola, Ornella Bova. “E’ un gruppo innovativo di sei realtà che hanno messo a disposizione le loro professionalità per dare vita ad uno staff di esperti che risponda a tutte le esigenze legate al mondo informatico delle imprese”. E per assistere le aziende a 360°, anche la presenza dell’avvocato Filippo Campagnoli.

Dunque l’agricoltura 4.0 che con il suo alto tasso di innovazione tecnologica dovrebbe garantire redditi più elevati agli agricoltori, maggiori rese produttive di qualità a costi più contenuti e minore impatto ambientale. E questo, naturalmente, in aggiunta alla sicurezza alimentare per consumatori sempre più attenti all’origine e alle caratteristiche nutrizionali di ciò che mangiano. Un’innovazione che si scontra, però, con il popolo degli agricoltori. “Un popolo titubante e un po’ antiquato su quest’aspetto. E’ importante far capire agli associati -ha sottolineato il vicepresidente della Cia di Imola, Virgilio Rossi presente all’incontro- il futuro e il progredire della tecnologia. È necessario, perciò, la loro integrazione”. L’interesse si è poi spostato sulla vendita online dei prodotti, un modo sempre più utilizzato per abbattere ogni genere di intermediazione e per favorire un maggiore controllo sul prodotto incrementando, di conseguenza, il rapporto di fiducia fra produttore e consumatore.

Una vendita che ha supportato anche la Cia nazionale presentando lo sbarco su web Amazon del Consorzio agridigitale “Agricommy”, un’opportunità per fare arrivare direttamente a casa e in poche ore le eccellenze dell’agroalimentare made in Italy. Non solo un sito internet come vetrina e un social network per condividere, ma anche la possibilità di vendere i propri prodotti grazie ad un clic, sul territorio. Gli agricoltori, infatti, possono unirsi e collaborare aprendo un sito con i prodotti locali. Un buon modo per promuovere le tipicità. “Si può partire da un’iniziativa locale -ha aggiunto la Bova- per poi allargarsi, senza lasciare alle spalle il valore dei prodotti territoriali”. Bisogna accompagnare le imprese all’interno del circondario per poi allargarle. Il mondo dell’agricoltura vede il mondo informatico come una “minaccia”.

Non minacce ma considerazioni che dovranno comunque tener conto di alcune difficoltà. “I problemi di vendita online ci sono, ad esempio -ha specificato Rossi- per i deperibili e per le certificazioni che devono accompagnare alcuni prodotti”. È importante, in ogni caso, integrare il mondo genuino come quello dell’agricoltura con quello tecnologico per poi pubblicizzare al meglio il prodotto con la finalità di dare nuovo vigore e spinta alla realtà agricola. “Ecco allora -ha concluso Zambrini- l’importanza di mettere in rete le aziende e per capire come farlo al meglio e perché, abbiamo deciso di organizzare a breve un convegno nel quale si parlerà anche di ricambio generazionale”.

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