L’inquinamento uccide i bambini, nel mondo 1,7 milioni di morti sotto i cinque anni

Nel mondo ogni anno l’inquinamento uccide almeno 1 milione e 700 mila bambini sotto i cinque anni: si tratta di un quarto di tutte le morti infantili. Ad affermarlo è un rapporto appena pubblicato dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

In particolare, 570.000 bambini muoiono di infezioni respiratorie come la polmonite, attribuibili all’inquinamento dell’aria dentro e fuori casa, ai fumi tossici delle cucine, al fumo passivo di sigaretta. 361.000 sono i morti di diarrea, causata dallo scarso accesso all’acqua potabile e dalle cattive condizioni igieniche; 200 mila quelli di malaria, anch’essa evitabile da misure per il miglioramento dell’ambiente, come la bonifica dei siti di riproduzione delle zanzare; 200 mila bambini infine muoiono in incidenti – avvelenamento, cadute, annegamento – anch’essi attribuibili alle condizioni ambientali.

I paesi in cui l’aria è più inquinata sono quelli in via di sviluppo: già nel 2014 uno studio dell’OMS aveva svelato che in quei paesi il 98 per cento delle città con più di 100 mila abitanti non fornisce aria sufficientemente pulita. È Delhi, in India, la città più inquinata del mondo.

“Un ambiente inquinato è potenzialmente mortale, soprattutto per i bambini”, ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, in un comunicato stampa. “Gli organi e il sistema immunitario ancora in formazione, il corpo più piccolo, le vie aeree immature, li rendono particolarmente vulnerabili ad acqua e aria contaminate”. Inoltre, le donne che durante la gravidanza entrano in contatto con condizioni ambientali non sicure hanno maggiori probabilità di partorire bimbi prematuri. Secondo il rapporto sono 270,000 i bimbi che soccombono all’inquinamento prima di compiere un mese di vita.

Altri rischi per i più giovani vengono dallo smaltimento scorretto delle apparecchiature elettroniche, che può liberare nell’ambiente piombo, arsenico e altre sostanze tossiche che provocano ritardi nello sviluppo mentale e aumentano il rischio di cancro. Si stima che nel 2018 il totale dei rifiuti elettronici non smaltiti correttamente aumenterà del 19 per cento rispetto al 2014, raggiungendo i 50 milioni di tonnellate.

Per migliorare le condizioni di vita dei bambini del mondo, l’OMS ha fatto una serie di raccomandazioni, tra cui l’inasprimento delle norme di sicurezza per le industrie, il divieto di usare materiali tossici come le vernici al piombo, la reduzione dei pesticidi in agricoltura, e più in generale il miglioramento delle condizioni sanitarie.

L’Oms chiama a un impegno globale per rendere tutti i luoghi più sicuri per i bambini. Ridurre l’inquinamento dell’aria, migliorare l’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari, l’igiene (anche in strutture sanitarie in cui le donne partoriscono), proteggere le donne incinte dal fumo, costruire ambienti più sicuri, in grado di prevenire i decessi e le malattie dei bambini, sono le azioni elencate come cruciali.

Gli interventi, sottolinea l’agenzia Onu, devono riguardare le case, le scuole, le strutture sanitarie, l’urbanistica, i trasporti, l’agricoltura. Nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) i Paesi stanno lavorando a un serie di linee che dovranno guidare gli interventi per la salute ambientale dei bambini, con l’ambizione di “porre fine alle morti evitabili di neonati e under 5 entro il 2030”. Un altro degli obiettivi Sdg mira inoltre a garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti, altri ancora a migliorare l’acqua e i servizi igienici, a garantire la transizione verso l’energia pulita per ridurre l’inquinamento atmosferico, a invertire il cambiamento climatico. Tutte misure, assicura l’Oms, che avranno un impatto anche sulla salute dei bambini.

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