Morbillo in aumento: il Ministero Salute risponde al M5S, “Serve un Piano di vaccinazione nazionale urgente”

“Dire che è normale che si generino epidemie di morbillo in cicli pluriennali è una sciocchezza. Nessuna epidemia dovrebbe manifestarsi al raggiungimento delle soglie di copertura indicate dal piano nazionale. Quanto sta accadendo è dovuto all’abbassamento delle stesse. Non c’è che un modo per prevenirle, ed è vaccinarsi tutti”: a spiegarlo è il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Ranieri Guerra, che replica ad una nota dal Movimento 5 Stelle sull’aumento dei casi morbillo in Italia.

I deputati M5s in commissione Affari Sociali e il presidente del Gruppo Camera, Andrea Cecconi avevano chiesto al ministro di escludere “prima che si ingeneri una situazione di panico, che i casi che stanno avvenendo in questi giorni siano discordanti rispetto al ciclo dei picchi di questa malattia. Questo al fine di meglio circostanziare la situazione di allarme che si sta venendo a determinare che la stessa Lorenzin non sta contribuendo a circoscrivere”. I parlamentari citavano i dati degli anni precedenti pubblicati sul sito del ministero dove si spiegava che il morbillo è una malattia endemo-epidemica che presenta «picchi epidemici ogni 3-4 anni”.

La risposta del ministro attraverso il direttore Ranieri Guerra è che “l’andamento del morbillo nella popolazione con copertura vaccinale insufficiente a fermarne la trasmissione, come accade purtroppo in Italia (e per questo l’OMS ci tiene sotto osservazione da due anni) è infatti a cicli, determinati dall’accumularsi di un numero sufficiente di soggetti non immunizzati e quindi suscettibili. Quando questo numero diventa abbastanza elevato da permettere la circolazione del virus, il contagio si espande finché non viene circoscritto dalle barriere immunitarie di coloro che sono stati vaccinati”. E la soglia di copertura del 95% è appunto il limite di equilibrio che impedisce la diffusione del virus.

Oggi prende anche posizione il Prof. Massimo Galli, Vicepresidente SIMIT, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università di Milano , uno dei massimi esperti del settore, e dice: “Per l’esattezza, il Ministero della Salute ha rilevato ben 238 casi soltanto nel mese di gennaio 2017, contro i 77 osservati nello stesso mese dello scorso anno. La maggior parte dei casi si è verificata in Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana. È il dato più alto osservato in gennaio dal 2013, l’anno in cui il morbillo ha iniziato a ridare segno di sé nel Paese ”. Nel 2016, infatti, erano stati denunciati 844 casi di morbillo, spesso in adulti e con forme gravi per alcune delle quali si è reso necessario un ricovero ospedaliero. “Solo in gennaio -continua il prof. Galli- abbiamo già avuto più di un quarto dei casi visti durante tutto l’anno scorso”.

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