Salute dei denti, batteri della bocca mettono in pericolo anche il cuore

Secondo gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, bastano sei denti colonizzati dai batteri della placca per mettere a rischio la salute. Per avere un rischio fino a tre volte più elevato di parodontite e quindi, di malattie che a essa sono legate a doppio filo, tra cui diabete e patologie cardiovascolari. Mantenere pulita e sana la nostra bocca aiuta anche a ridurre il rischio di sviluppare malattie, soprattutto a carico del cuore. La bocca non è una parte del corpo a se stante. E’ parte di un tutto e ciò che accade al suo interno, può avere ripercussioni su altri organi.

In particolare sono oggetto di studio le correlazioni esistenti tra problemi gengivali e malattie del cuore o della circolazione. Una cattiva igiene orale può aumentare in maniera considerevole il rischio di un attacco cardiaco, di un’infezione batterica e infiammazione della parte interna del cuore, chiamata endocardite o anche di eventi aterosclerotici. L’associazione tra malattie della bocca e malattie del cuore è da ricondurre al ruolo negativo di alcuni microrganismi che popolano il cavo orale e si possono nascondere all’interno delle tasche parodontali o nei tessuti dentali cariati.

“Chi soffre di parodontite ha un rischio di infarto più alto dei pazienti con un elevato spessore della parete delle carotidi, e se si sono persi denti a causa della parodontite la probabilità di sviluppare aterosclerosi è elevatissima”. “In presenza di parodontite – rileva ancora Gatti- i batteri del cavo orale attraverso la circolazione possono raggiungere numerosi organi, innescando pericolose reazioni infiammatorie localizzate”. La parodontite è una patologia subdola, di cui spesso non ci si accorge: 7 italiani su 10 non la conoscono, stando a un’indagine SIdP, e quattro su dieci di fronte a gengive dolenti e infiammate, che sanguinano, provano il fai da te con vitamine, integratori, collutori o dentifrici per denti sensibili. Così, otto volte su dieci il disturbo resta e può perfino aggravarsi.

“Circa 20 milioni di over 35 hanno disturbi che sono associabili alla parodontite e che richiederebbero un approfondimento diagnostico, ma pochi si rendono conto che si tratta di sintomi da non sottovalutare – osserva Gatti – Il 43% dei 20-34enni ha già avuto almeno una volta un segno di sofferenza gengivale che non dovrebbe essere sottovalutato. Oltre a impegnarsi nella prevenzione dei disturbi gengivali attraverso una corretta igiene orale, l’abbandono del fumo, controlli periodici e sedute professionali di igiene, è necessario che tutti sappiano di dover andare dal dentista – raccomanda – se c’è un sanguinamento gengivale”. Nel sito www.gengive.org, a cura della Sidp, è possibile trovare tutte le informazioni utili per mantenere in salute la bocca.

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