Tre anni di guerra in Yemen: 1500 bambini uccisi, 2450 feriti, 1580 recrutati per combattere

E’ tempo di bilanci per lo Yemen, a tre anni dall’inizio del conflitto che sta riducendo il Paese allo stremo nell’assenza totale di impegno da parte della comunità internazionale e diplomatica. 1500 bambini uccisi, 2450 quelli feriti, 1580 quelli recrutati per combattere, 212 scuole attaccate: questi sono i tragici dati che emergono dai Rapporti ufficiali ONU. Insomma, i numeri sono raddoppiati, se non triplicati, rispetto all’anno scorso.

L’economia del Paese è in rovina, i morti sono migliaia e gli sfollati milioni, il pericolo di una lunga carestia incombe e a pagare il prezzo più alto dell’intero conflitto sono proprio i bambini. L’ONU, che si avvale dell’aiuto di numerosi partner sul campo, sta già fornendo un’assistenza salva-vita nei 22 governatorati yemeniti e sostiene ogni mese almeno 6 milioni di persone. Eppure, questo sforzo non è sufficiente, in quanto più di tre terzi della popolazione necessita di assistenza umanitaria per far fronte a carestia e malnutrizione. Il Sottosegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti d’emergenza Stephen O’Brian ha quindi fatto appello alle parti in campo, affinché si impegnino per un più aperto dialogo politico e per una soluzione definitiva della crisi, al fine di evitare quella che potrebbe rivelarsi un’altra grande catastrofe umana degli ultimi anni.

Lo Yemen è, senza ombra di dubbio, il Paese più povero della regione ed è ora anche una delle più ampie emergenze in termini di sicurezza alimentare, malnutrizione, sistema sanitario, possibilità concrete per le generazioni future. “La guerra continua a pretendere non solo le vite, ma anche il futuro dei bambini”, ha dichiarato Meritxell Relano, rappresentante dell’UNICEF nella zona straziata dalla guerra.

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