Ue e affari sporchi delle case farmaceutiche, colpiscono i malati che non hanno i soldi per curarsi

Continuano gli affari sporchi delle case farmaceutiche che colpiscono i malati poveri che non hanno i soldi per curarsi.  Mercoledì scorso, primo marzo, il Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti di eurodeputati del Ppe e dell’Alde che contribuiranno a far incrementare i profitti miliardari delle multinazionali dei medicinali e daranno un altro duro colpo agli 11 milioni di italiani che sono costretti a rinunciare alle cure mediche perché non hanno le possibilità economiche per farlo.

La denuncia è stata fatta, con un intervento in aula, dall’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini. Il parlamentare ha detto che “attraverso uno ‘squallido giochetto’, gli emendamenti approvati favoriranno le lobby dei farmaci, in quanto medicinali importantissimi per salvare vite umane, continueranno ad essere venduti, nei Paesi della Ue, a prezzi molto superiori a quelli di produzione.

Gli esempi più scandalosi – ha continuato Pedicini – riguardano il Sofosbuvir: farmaco usato per il trattamento dell’epatite C, che viene venduto in Unione europea a un prezzo che è 277 volte più elevato da quello di produzione. Il vaccino per la pertosse che si produce a meno di un dollaro ma in Unione europea si vende a 120 dollari. L’Erlotinib: un farmaco usato per il trattamento dei tumori al pancreas, che costa 15 mila euro e produce un aumento medio della sopravvivenza di appena 10 giorni.

Il Cetuximab che è un anticorpo somministrato per il trattamento dei tumori al polmone, costa 8 mila euro a paziente, e produce un aumento medio della sopravvivenza di un mese e mezzo. Questa scandalosa situazione – ha precisato Pedicini – conferma l’asservimento della vecchia classe politica alle lobby farmaceutiche. Un asservimento reso possibile dalla ‘furbata’ degli emendamenti approvati che promuovono la cosiddetta ‘innovazione incrementale’ dei farmaci.

L”innovazione incrementale’ – ha spiegato l’eurodeputato del M5S – prevede che alla scadenza del brevetto di un farmaco, le case farmaceutiche perdono i diritti di proprietà intellettuale che servono a ripagare gli investimenti fatti nella ricerca. Da quel momento in poi, i prezzi di mercato di quel farmaco, non essendo più sottoposti al diritto di proprietà, diventano più bassi. Per evitare che ciò si verifichi, le case produttrici, grazie a piccole innovazioni che cambiano la composizione del medicinale (come, ad esempio, l’aggiunta di un eccipiente), ottengono un’estensione del brevetto e non perdono i diritti che li rende monopolisti.

In realtà, la molecola attiva che cura le malattie è sempre la stessa ma cambia solo qualche dettaglio della composizione del farmaco o le sue modalità di somministrazione. Grazie a questa furba procedura, sostenuta dagli eurodeputati che hanno presentato gli emendamenti, le multinazionali dei farmaci possono garantirsi la possibilità di mantenere il monopolio del farmaco e di tenere il prezzo sempre molto alto. Quindi, un vero scandalo – ha sottolineato Pedicini – che cercheremo di bloccare quando arriverà la proposta definitiva della Commissione europea. Basti solo ricordare – ha concluso il pentastellato – che a subire le conseguenze saranno 35 milioni di cittadini della Ue che, secondo il rapporto 2015 “Povertà e diseguaglianze in aumento”, curato da Caritas Europa, risiedono nei sette Paesi che hanno sofferto di più della crisi economica (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Romania, Cipro) e hanno rinunciato a curarsi perché non hanno i soldi per farlo”.

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