Addio bottiglie di plastica, arrivano le bolle d’acqua “Ooho”

Le bottiglie di plastica potrebbero essere solo un ricordo del passato. Una sfera trasparente di gelatina, grande come una pallina da ping pong e piena di acqua o altre bevande. E’ l’invenzione di una startup londinese per sostituire le bottigliette di plastica che inquinano l’ambiente. Le “Ooho balls“, sono state presentate a Londra e San Francisco dalla società Skipping Rocks Lab, fondata a Londra da tre giovani ingegneri spagnoli.

Le bolle, “Ooho!”, si presentano come vere e proprie sacche trasparenti di acqua potabile e sono rivestite da una membra edibile ottenuta dall’estratto di alghe naturali. Il team ha presentato per la prima volta al pubblico l’idea nel 2013: da allora, ha lavorato duramente per renderla realtà. Recentemente il gruppo ha messo in piedi una pagina di raccolta fondi per portare le bolle sul mercato: gli utenti si sono dimostrati entusiasti, tanto che le donazioni hanno superato già i 700mila dollari.

“Si tratta di sacchetti flessibili d’acqua, bevibile facendo un piccolo buco e spruzzandola oppure mettendola in bocca per intero – si legge nella pagina di crowdfunding -. Il nostro packaging è più economico della plastica ed è pensato per incapsulare qualsiasi tipo di bevanda, inclusa l’acqua, le bevande analcoliche, i superalcolici e anche i cosmetici”. Calcolando i danni che ogni anno la plastica dispersa e non riciclata provoca all’ambiente e i tempi lunghissimi che richiede il naturale smaltimento, l’idea di berla utilizzando un involucro del tutto naturale è rivoluzionaria. Il prossimo passo sarà quello di rendere la bolla disponibile in grandi eventi, come maratone o concerti: forse, provandola e toccandola con mano, sempre più persone si convinceranno che risparmiare la plastica utilizzata per le bottiglie d’acqua è davvero possibile.

Skipping Rocks Lab ha inventato le palline nel 2014 e ora sta raccogliendo fondi per avviare la produzione. Per lanciare le Ooho balls si pensa di partire da eventi sportivi e concerti. Se l’invenzione avrà successo, la startup conta di usarla anche per le bevande alcoliche, mercato molto più ricco.

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