Allarme morbillo, grave ragazzo 27enne a Padova

Un ragazzo di 27 anni è stato ricoverato per morbillo agli Ospedali riuniti Padova Sud di Monselice. Il giovane attualmente si trova in rianimazione per insufficienza respiratoria grave per polmonite interstiziale. “Le condizioni sono gravi ma stabili – spiega in una nota la Ulss 6 Euganea – Il ragazzo aveva ricevuto una sola dose di vaccino contro il morbillo nel 1991, anziché due come previsto. La polmonite è una delle complicazioni previste nei malati di morbillo”.

L’azienda sanitaria comunica che dal 22 marzo a oggi sono stati segnalati al Dipartimento di prevenzione della Ulss 6 Euganea 34 casi di morbillo che riguardano 21 bambini e 13 adulti. Altri 2 casi sono sospetti. Complessivamente sono 13 i ricoverati, di cui 5 bambini.

Proprio per circoscrivere l’aumento dei casi, domani partirà ‘La settimana contro il morbillo’, la campagna di promozione della vaccinazione lanciata dall’azienda. Nel corso dell’iniziativa, che durerà fino a sabato 8 aprile, gli ambulatori delle vaccinazioni saranno aperti senza appuntamento per bambini, adolescenti e giovani adulti.

Intanto i medici lombardi fanno sapere che circa 5 mila bambini – classe 2014 – risultano scoperti dalle vaccinazioni chiave per l’età infantile (esavalente e trivalente). E in una regione che sta vivendo una recrudescenza di casi di morbillo, quasi 8 pediatri su 10 (79%) registrano proprio sull’iniezione anti morbillo-parotite-rosolia livelli di adesione fra i piccoli assistiti inferiori al 95%, la soglia di sicurezza. Alla luce di questi numeri – che l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera definisce oggi “preoccupanti” – Palazzo Lombardia ha deciso un nuovo intervento. Entro il 20 aprile 1.300 camici bianchi dei bimbi “riceveranno dalle Ats l’elenco con il nominativo dei circa 5 mila bambini su 86.503, coorte 2014, che risultano ancora scoperti dai due momenti vaccinali di riferimento per l’infanzia, ovvero l’adesione a 3 dosi di vaccino esavalente e alla prima dose di trivalente, affinché attivino un confronto o una riflessione con i genitori per capire le motivazioni che hanno impedito la vaccinazione e favoriscano il recupero della copertura”, comunica l’assessore.

Morbillo, già mille casi da inizio anno. Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia. A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.

La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della la metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni. Sono stati notificati anche diversi casi a trasmissione in ambito sanitario e in operatori sanitari.

Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin –  e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“È ora indispensabile – precisa –  intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il Ministero – conclude –  attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

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