Chemioterapia naturale: Medico anti-chemio: “Verrò radiato”

L’Ordine dei medici di Verona apre un procedimento disciplinare a carico del medico Claudio Sauro per le posizioni espresse riguardo alla chemioterapia e alla cura di tumori. Ad annunciare quanto deliberato dalla Commissione dell’Albo dei medici veronese è lo stesso camice bianco che, in un post rilanciato sulla sua pagina Facebook dai suoi sostenitori, scrive:

“Verrò radiato”, per aver proposto sul proprio profilo Facebook e sul gruppo “chemioterapia naturale” di cui lei si dichiara fondatore e si presume amministratore, accettato la condivisione di Tag, con profilo pubblico, di altri soggetti con contenuti presumibilmente disinformati ed allontananti dalla terapia di comprovata efficacia. : di aver reiterato in passato tale comportamento, per il quale era già stata raccolta dall’ordine segnalazione (23 Febbrai 2015)per pubblicazioni similari sul gruppo “artemisia annua. Ciò in possibile violazione degli articoli 1,3,6,13, 15,26, 30, 48, 49, 55, 56″.“

Secondo quanto si legge nella comunicazione ricevuta da Sauro e rilanciata sul social network, la decisione di avviare un procedimento è motivata dall’avere “in qualità di medico ed esperto di fitoterapia pubblicato e quindi proposto ai pazienti un protocollo chiamato ‘chemioterapia naturale’, volto secondo sua indicazione a prevenire e trattare le malattie tumorali in maniera naturale evitando la chemioterapia”. Informazioni che sarebbero state diffuse su un gruppo Facebook sul tema o direttamente sul suo profilo Facebook o in altri siti. Il giudizio è stato fissato per il 23 maggio nella sede dell’Ordine di Verona.

Nelle pubblicazioni web passate in rassegna, si legge ancora nella comunicazione, “la proposta di trattamenti non convenzionali appare ambiguamente od esplicitamente volta a sottrarre i pazienti a trattamenti comprovati ed efficaci, non contiene l’esplicita menzione che alcune informazioni riguardano studi di ricerca di base e clinical trial non ancora validati per la normale pratica clinica, configurando quindi mancanza di informazione e divulgazione e informazione prudente, che non alimenti aspettative inadeguate”.

L’Ordine contesta a Sauro anche di “aver sempre via web dichiarato di aver proposto/consigliato ai pazienti trattamenti terapeutici non convenzionali, ma anche farmacologici fuori dell’indicazione terapeutica e a dosaggi non autorizzati dall’Aifa, al di fuori di protocolli sperimentali autorizzati, in prescrizione off label, senza acquisizione di consenso informato scritto, senza una chiara presa in carico del paziente, al fine di controllarne l’efficacia e di prevenire eventuali effetti collaterali del farmaco prescritto”. E ancora “di aver sottoposto i pazienti a trattamenti off label, senza idonea documentazione scientifica, avviando una sorta di sperimentazione clinica, non autorizzata, autogestita”.

Nella comunicazione inviata al medico si elencano anche gli articoli del Codice deontologico che potrebbero essere stati violati. La lista è lunga e fra le contestazioni c’è quella di “aver pubblicato informazioni inadeguate e contrarie all’Evidence-Based Medicine e alle linee guida internazionali riguardanti diagnosi precoce e trattamento del tumore della mammella”, di “aver diffuso notizie idonee ad alimentare false speranze di guarigione”, citando “studi pubblicati su riviste scientifiche, ma non considerati definitivi per quanto riguarda la possibile applicazione in pratica clinica su larga scala, oltre che anedottica personale di guarigioni con trattamenti non convenzionali, non documentati”.

 

 

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