Codici verde a pagamento al Pronto Soccorso, Ministero della salute al via la riforma del sistema

Codice verde a pagamento. Per gestire al meglio i costi della sanità italiana potrebbe essere questa la grande novità in arrivo nei prossimi anni, un cambio decisamente radicale nel sistema di Pronto Soccorso che fino a oggi, per le prestazioni urgenti, è sempre stato gratuito in tutte le Regioni. Questo cambiamento potrebbe portare all’annullamento dei cosiddetti “superticket” da 10 euro sulle visite specialistiche: la riforma del sistema di pagamento deve garantire una invarianza di gettito per le Regioni, e tra le ipotesi pensate per migliorare i risultati, c’è quella di rendere il codice verde alla stregua del codice bianco: una prestazione sottoposta a pagamento minimo.

Di queste e di altre proposte si è discusso oggi in occasione del primo incontro al ministero della Salute del Tavolo di confronto per la riforma del sistema dei ticket sanitari, che vede riuniti il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, gli assessori regionali, tecnici e rappresentanti del ministero dell’Economia e dell’Agenas.

Nel settore dell’emergenza-urgenza si parla e si polemizza da tempo sulla possibilità di far pagare alcuni ticket prestazionali, alla stregua di quanto già avviene per alcune attività svolte con servizi di punta come gli elisoccorso (che sono a pagamento quando attivati impropriamente da persone non attrezzate e non in pericolo di vita, sulle Alpi). L’incontro romano è servito a fare il punto sulle problematiche che si potrebbero incontrare. La conclusione del tavolo è stato che è necessario avviare, come primo passo, una raccolta dati a livello regionale per comprendere esattamente la variegata situazione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria sul territorio nazionale. Raccolta dati della quale si occuperanno i tecnici, in vista della prossima riunione del Tavolo fissata entro fine aprile.

Il nodo, ha spiegato al termine dell’incontro l’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, “è togliere i superticket, che creano diseguaglianze, ma vanno necessariamente trovate delle entrate alternative per le Regioni”. Da qui alcune delle prime ipotesi sul tavolo, come quella di introdurre appunto un contributo per i Codici verdi al Pronto soccorso – attualmente è previsto un ticket sui soli Codici bianchi – o quella, ha detto, “di modulare la contribuzione alla spesa sanitaria in base al reddito Isee”.

E “tempi stretti per la revisione dei ticket” sono annunciati dal coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta: “I tecnici – ha spiegato – lavoreranno ora alla raccolta dei dati regionali sui ticket e sulle esenzioni dalla compartecipazione alla spesa sanitaria, ed entro la fine di aprile ci sarà una nuova riunione. E’ fondamentale, infatti, conoscere i dati prima di entrare nel merito delle proposte”.

La cornice dentro la quale ci si muove, ha quindi precisato, “è quella dell’articolo 8 del Patto della Salute, che prevede appunto l’invarianza di gettito”. Oggi, si è quindi definito “il metodo per l’elaborazione dei dati: bisogna infatti focalizzare il problema, dal momento che ci sono Regioni con sistemi di esenzione differenti”. Ad ogni modo, ha concluso Saitta, “la preoccupazione principale è di evitare che ticket troppo elevati portino i pazienti ad andare verso il privato. Questo è un problema che affronteremo”.

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