Green Angel: l’angelo verde del kiwi, tollerante alla batteriosi

Un dono della natura: una mutazione spontanea di Hayward Green Angel si presenta come una mutazione genetica spontanea e stabile del kiwi Hayward, ma con una tipologia di pianta completamente diversa, apparato radicale ridotto, tronco di minore diametro, rami corti con internodi ravvicinati, foglie più piccole.

Il frutto è analogo ad Hayward ma con contenuti di zuccheri e sostanza secca più elevati grazie alla migliore esposizione ai raggi solari per l’apparato fogliare più contenuto. Data la maggiore tolleranza a Psa, Green Angel necessita di minori trattamenti, con evidenti vantaggi dal punto di vista fitosanitario.

La mutazione genetica naturale della nuova varietà è stata osservata e seguita con attenzione dopo l’esplosione della batteriosi (Psa) nell’areale Saluzzese, dal 2011 in poi. Pur essendo inserita in un contesto di frutteto attaccato dalla malattia, tale pianta ha dimostrato fin da subito una tolleranza alla patologia significativamente maggiore rispetto ad Hayward, suscitando un crescente interesse.

In pieno clima di emergenza Psa, Miretti ha predisposto l’avvio della sperimentazione, dapprima generando nuove piantine dalla pianta madre in collaborazione con il Laboratorio Venturi di Cesena, e quindi affidandole ai tecnici della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino. Qui, nella sede di Grugliasco, sotto la guida del dottor Matteo Monchiero di Ant-Net srl, sono state condotte due prove nel 2015 e due nel 2016. Il protocollo sperimentale ha confermato le caratteristiche di resistenza e tolleranza della varietà, inizialmente denominata CM2018. Conclusa questa fase, il costitutore Miretti ha avviato la procedura per la registrazione del brevetto, battezzando il nuovo marchio Green Angel. Per valutare la tolleranza della nuova selezione della cv Hayward, denominata CM2018, nei confronti di Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA), agente del cancro batterico del Kiwi, sono state condotte due prove nel 2015 e due nel 2016 a Grugliasco.

Brevettare nuovi incroci di piante è una delle strategie di difesa, efficace insieme a un mix di altre forme di contenimento, come dare il rame alle piante, o coprire con teli di plastica il frutteto. “Il nuovo kiwi è in realtà una varietà che esisteva già da 40 anni, è stata scoperta quasi per caso: si è visto che mentre le altre morivano a causa dell’infezione questa, pur nello stesso frutteto, restava sana”, spiega Matteo Monchiero, di Ant-Net, start-up che nata da Agroinnova, centro che studia anche gli effetti della globalizzazione sulle piante. La prova del nove per il kiwi, cioè i test sulla resistenza dell’”angelo verde” alla malattia, è stata fatta sui campi dell’università a Torino, mentre le nuove piantine sono nate in collaborazione col Laboratorio Venturi di Cesena. La creazione di varietà più resistenti è, secondo i ricercatori, la strategia a medio-lungo termine che più lascia ben sperare nella lotta al cancro del kiwi.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie