Lo sport è in grado prevenire obesità, diabete e pressione alta

L’attività fisica è un fattore importante per la salute dell’uomo: significa che l’attività fisica, da sola, è in grado di prevenire obesità, diabete e pressione alta. Tuttavia alcune persone riescono a trarne maggiori benefici, in termini di salute, rispetto ad altre. Uno studio, pubblicato sula rivista scientifica Nature Medicine, mostra che la causa potrebbe essere l’eccesso di proteina prodotta dal fegato e associata anche a una ridotta capacità di esercizio.

I ricercatori Kanazawa University Graduate School of Medical Sciences, in Giappone, hanno condotto uno studio su uomini e animali per indagare i meccanismi alla base di questa resistenza, puntando l’attenzione sulla selenoproteina P, già sospettata di avere questa responsabilità.

In primo luogo, il team ha valutato gli effetti di esercizio fisico su due gruppi di topi: uno carente in selenoproteina P e un gruppo di controllo, facendoli correre su un tapis roulant per 30 minuti al giorno per un mese. Hanno scoperto che i topi con deficit di selenoproteina P avevano il doppio della capacità di esercizio degli altri e, al termine del periodo di studio, mostravano una maggiore riduzione dei livelli di glucosio nel sangue dopo un’iniezione con insulina, ormone carente nei diabetici.

I ricercatori hanno quindi arruolato 31 donne in salute, ma che non praticavano regolare esercizio fisico. Tutte hanno partecipato a 8 settimane di allenamento aerobico e il loro apporto massimo di ossigeno è stato monitorato come misura di resistenza all’attività fisica. Si è così osservato che coloro che avevano alti livelli di selenoproteina P nel sangue prima del programma di esercizio avevano anche un apporto di ossigeno inferiore rispetto a quelle con livelli più bassi. Sono necessarie ulteriori ricerche, ma il team ritiene che i risultati possano aprire la strada a farmaci in grado di ridurre la produzione selenoproteina P e migliorare così il trattamento di malattie associate a inattività fisica come il diabete di tipo 2.

Diabete, oltre un milione di malati in più in quindici anni. Ecco la lunga marcia di crescita del diabete in Italia. Emerge dalla decima edizione dell’Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, presentato oggi a Roma. Il diabete secondo il rapporto, che riporta dati relativi al 2015, colpisce 3,27 milioni di persone, una su 18, a cui va aggiunto circa 1 milione di persone che non sanno di avere la malattia.

A livello percentuale la media nazionale delle persone colpite si attesta intorno al 5,4% mentre erano il 3,8 nel 2000 e negli ultimi quindici anni si contano 1.118.000 persone con diabete in più a causa dell’invecchiamento della popolazione e di una maggiore diffusione della malattia. Nello stesso periodo, invece, la mortalità è in lieve flessione. Il diabete e le patologie correlate hanno causato quasi 75 mila morti nel 2013 e la diffusione del diabete aumenta al crescere dell’età: oltre i 75 anni sono 1,3 milioni nel 2015 contro 634.000 del 2000.

Sovrappeso e obesità colpiscono oltre 21 milioni di italiani, l’obesità 1 su 10, e l’Italia risulta ai primi posti in Europa per obesità infantile : la prevalenza dei bambini obesi è del 9,8% con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud. “Secondo il recente rapporto DiabetesAtlas dell’International Diabetes Federation (IDF), il diabete causa 73 morti al giorno in Italia, quasi 750 in Europa.

Il dato è tanto più allarmante se si considera che gli italiani che soffrono di diabete sono circa l’8% della popolazione adulta. Possiamo definire diabete e obesità come una pandemia- spiega Renato Lauro, Presidente Italian Barometer DiabetesObservatory (IBDO) Foundation- si tratta quindi un’emergenza sanitaria che necessita di una attenzione specifica da parte dei decisori politici”. “C’è un ampio spazio di intervento,ad esempio con un lavoro preventivo nelle scuole”conclude Domenico Cucinotta, Coordinatore Italian Barometer Diabetes Report.

 

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