Mangia sushi si sente male e muore a 33 anni

Cesena, mangia sushi e si sente male: 33enne muore dopo 5 giorni di ricovero. Un pranzo a base di sushi al fast food si è rivelato fatale per Khadija Oushi, residente a Sant’Angelo di Gatteo, vicino a Cesena. La donna ha consumato il pasto in un ristorante giapponese sul Rubicone il giorno di Pasqua, insieme al marito e al figlio di 5 anni. Arrivati a casa, il bambino non ha avuto nessun sintomo negativo, mentre il padre e la madre hanno accusato dolori allo stomaco. Per lei è inoltre seguita una forte crisi respiratoria, dovuta anche ai problemi di asma di cui soffriva da sempre. Corsa in ospedale per gli accertamenti, è entrata in coma cerebrale ed è morta dopo 5 giorni nel Reparto Rianimazione del Bufalini di Cesena.

Sono ora in corso accertamenti e indagini da parte della Procura e dei Carabinieri del Nas, per chiarire le dinamiche della vicenda e le vere cause del decesso, disponendo innanzitutto l’autopsia della donna. Indagato il legale rappresentante del ristorante asiatico e anche la titolare, il cui avvocato Giulio Cesare Bonazzi ha dichiarato: “La signora soffriva di asma, non si può escludere nulla.

Per questo il pm, nella richiesta al perito, ha specificato anche di verificare che non siano stati commessi errori da parte dei sanitari che sono accorsi sul posto e hanno soccorso la donna. Il titolare del ristorante risulta indagato come atto dovuto: i carabinieri del Nas e la procura, in attesa dei risultati dell’autopsia, devono capire se la causa del malore mortale è stato qualche cibo ingerito.

Quando si è al ristorante e si vuole consumare pesce crudo o preparato con tecniche che non offrono garanzie sanitarie, ecco dunque i consigli dell’esperto:

1. Accertarsi che il pesce crudo o poco cotto che si vuole ordinare sia stato acquistato già eviscerato e che abbia subito un adeguato trattamento termico come imposto dalla legge;

2. Avere conferma del fatto che il prodotto della pesca che ha subito bonifica preventiva, una volta scongelato non sia statò più̀ sottoposto a congelamento/surgelazione;

3. Abituarsi a eseguire un attento esame ‘ad occhio nudo’ del prodotto ittico che si sta per consumare, in quanto le larve dei parassiti spesso sono riscontrabili attraverso un attento esame visivo.

4. Masticare bene ogni boccone di pesce crudo al fine di avere maggiori possibilità di sopprimere le eventuali larve presenti e non visibili;

5. Evitare il consumo di pesce crudo nei ristoranti ‘mascherati’ da giapponesi, nei quali si denotano specifici particolari di allarme (come la scarsa igiene del personale, locali non adeguatamente puliti, scarsa applicazione delle corrette prassi igieniche, eccetera);

6. Preferibilmente consumare le specie ittiche a basso rischio di zoonosi quindi evitare lo sgombro, le sardine, le alici marinate, il tonno;

7. Ricordare che l’aceto, il succo di limone e altri comuni condimenti non hanno alcun effetto sui parassiti eventualmente presenti.

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