Morbillo: Oms, Italia seconda in Europa

A lanciare l’allarme questa volta è l’Organizzazione mondiale della snaità secondo la quale l’Italia è al secondo posto in Europa per casi di morbillo, circa il 22% dei 6.186 casi registrati in tutta Europa da marzo 2016 a febbraio 2017. Peggio dell’Italia solo la Romania con 2.702 infezioni mentre ci seguono ben distanziate Germania con 365 casi, Polonia con 145 e Francia con 126 casi.  La situazione, però, proprio a causa del calo delle vaccinazioni, sta peggiorando anche in Germania dove nei primi mesi del 2017 si sono registrati più casi di morbillo che in tutto l’anno precedente. Secondo le cifre fornite dal Robert Koch Institut di Berlino, quest’anno si sono già ammalate 400 persone contro i 325 casi complessivi del 2016. Anno in cui le vaccinazioni anti morbillo sono calate del 18%.

Una situazione non passa certo inosservata tanto che dieci giorni fa l’Italia è stata inserita dagli Usa nella lista dei Paesi “a rischio salute” per gli americani che intendono viaggiare all’estero, proprio a causa dei focolai di morbillo che si sono riaccesi da quest’anno nel nostro Paese.

Dal mese di gennaio 2017, riporta il Ministero della Salute, il numero di casi di morbillo è più che triplicato: a fronte degli 844 casi di infezione segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%. La maggior parte dei casi, sono stati segnalati in sole quattro Regioni (Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana) e più della metà rientra nella fascia di età compresa tra i 15 e i 39 anni. Il morbillo (dal latino morbus, malattia infettiva esentemica altamente contagiosa causata dal virus Paramyxovirus) genera complicazioni in circa il 30% dei casi che possono portare, tra le altre cose, alla polmonite, alla cecità e all’infiammazione del cervello.

Secondo il Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite, il virus “uccide ogni anno circa 132mila bambini: 15 all’ora, ogni ora di ogni giorno dell’anno“. “Se la copertura vaccinale in Italia dovesse continuare a calare – prosegue Iacomini  – c’è il rischio concreto di tornare a vedere nel nostro Paese scene che speravamo di avere scacciato per sempre: famiglie che piangono la scomparsa di un figlio per colpa di una malattia che si sarebbe potuta evitare con un semplice vaccino gratuito. Il morbillo, ricordiamolo, non è un banale raffreddore. Non esiste una medicina specifica per combatterlo, e nei bambini più piccoli e con difese immunitarie più fragili può avere complicanze letali”, sottolinea.

“Sarebbe davvero tragico se dopo avere lottato senza tregua per ridurre drasticamente gli effetti del morbillo ovunque nel mondo, dovessimo constatare che per pregiudizio e ignoranza abbiamo lasciato entrare nuovamente questo virus nelle nostre case. Siamo a favore di qualunque misura che il ministero della Salute vorrà intraprendere per proteggere i bambini in Italia da questa rinnovata minaccia”, conclude Iacomini.

Tra il 2000 e il 2015 il vaccino del morbillo salvato la vita a 20,3 milioni di persone. Ma il problema non riguarda certo solo questa malattia. Dei 10,7 milioni di neonati che nascono ogni anno nel continente, circa 650.000 non ricevono la serie completa delle tre dosi di vaccino contro difterite, tetano e pertosse nel primo anno. “I benefici dei vaccini sono un fatto, non un’opinione” ribadiscono Ue e Oms sottolineando che i vaccini hanno salvato più vite di bambini rispetto a qualsiasi altro intervento medico”.

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