Il verde urbano va salvato, le dieci regole in un documento della Lipu

Lì si può giocare, leggere, svagarsi, stare bene con se stessi e la natura. Sono quelle aree verdi nei centri urbani, nelle quali ci si può rifugiare e migliorare il proprio stato psicofisico pur trovandosi assediati da palazzi, grattacieli e veicoli che corrono freneticamente. E se da un lato cresce il bisogno dei cittadini di rifugiarsi in questi luoghi dall’altro Lipu sottolinea quanto gli enti preposti, a cominciare dai Comuni, non predispongano politiche adeguate sia per la tutela, sia per la promozione verde pubblico e neppure tendono a stimolare i cittadini al fine di utilizzare al meglio i propri giardini, magari creando un birdgarden.

Secondo la Lipu proprio perché custodisce biodiversità e fa bene alla salute umana, quest’ultimasa in città va salvata e per favorire la relazione tra le persone che vivono nei centri urbani e il verde bisogna dire stop alle potature selvagge degli alberi, inutili e dannose. Da qui nasce il nuovo documento della Lipu-BirdLife Italia dal titolo Il verde urbano e gli alberi in città, seconda uscita, dopo quella sulla gestione del piccione di città e facenti parte della collana “Documenti per la conservazione della natura”. Questo il decalogo della Lipu per la buona gestione del verde urbano:

1.  Diffondere una cultura di rispetto degli alberi, anche con eventi e materiali informativi.

2.  Favorire la presenza del verde nelle città, nelle scuole e ovunque possibile.

3.  Prestare grande attenzione alla gestione del verde e alla potatura degli alberi, da realizzarsi come manutenzione straordinaria, su singoli alberi, fuori dai periodi di nidificazione degli uccelli e con motivazioni valide e dimostrate.

4.  Utilizzare professionalità esperte e competenti nella progettazione e gestione del verde urbano, con formazione continua e aggiornamenti.

5.  Tutelare, conservare, gestire e valorizzare la biodiversità urbana, in particolare proteggendo le oasi urbane.

6.  Integrare la rete ecologica locale nella pianificazione urbanistica.

7.  Individuare nuove tipologie di verde urbano per funzioni ecologiche protettive, tra cui il contrasto dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorologici estremi.

8.  Incentivare le funzioni educative e sociali del verde urbano.

9.  Promuovere la diffusione dei birdgarden quali strumento di conoscenza della natura e bellezza delle città.

10. Approvare e applicare (le amministrazioni) un regolamento urbano del verde. Chiedere (i cittadini) alla propria amministrazione di farlo.

Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu e curatore del nuovo Documento sul verde urbano e gli alberi in città, spiega: “La potatura degli alberi deve essere un intervento straordinario, da effettuare solo per motivi precisi e dimostrati, come ad esempio la presenza di problemi fitosanitari e di sicurezza pubblica. Inoltre deve essere effettuata su singoli rami e mai generalizzata su interi filari o gruppi di alberi, cosa che spesso succede per ignoranza o per interesse a sfruttare il legname, in genere destinato al crescente mercato delle biomasse. Un adeguato monitoraggio degli alberi eviterebbe inoltre problemi di sicurezza senza dover ricorrere, appunto, ad interventi drastici sulle piante.”

Il Documento della Lipu è diviso in nove capitoli e presenta un vasto quadro del verde urbano nel Bel Paese. Si trovano importanti “servizi ecosistemici” forniti da alberi e aree verdi, tra questi la difesa dall’inquinamento, la fornitura di acqua e aria più pulite, un maggiore benessere fisico e psichico, fino alla difesa dal rumore, inoltre si predispongono criteri e indirizzi al fine di concretizzare progetti ecologici di parchi pubblici, giardini privati, boschi urbani e periurbani e zone umide (fiumi e torrenti, ma anche sponde di laghi o coste marine) che preservi quanto è già presente e privilegi anche i collegamenti ecosistemici (reti ecologiche), il tutto per mantenere la biodiversità.

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