Allergia ai pollini, cosa rischiano gli studenti allergici

Allergia ai pollini, ecco come conoscere in anteprima e cosa aspettarsi dall’aria che respiriamo e proteggere le persone a rischio. Con l’alternarsi delle stagioni e nei diversi periodi di fioritura delle piante, in particolare in primavera, si verifica un evento naturale di fondamentale importanza per il regno vegetale: invisibili nubi di polline, seguendo le correnti aeree, si riversano nell’atmosfera diffondendosi in altezza e a distanza anche per diversi chilometri dalla sorgente.

In primavera le prestazioni scolastiche degli studenti allergici potrebbe essere messo a rischio dall’elevata presenza dei pollini nell’aria. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Health Economics da Simon Søbstad Bensnes, un ricercatore norvegese della Norwegian university of science and technology di Trondheim. Secondo l’autore, l’allergia stagionale potrebbe indurre uno stato di malessere e tradursi in un calo di attenzione, che sarebbe in grado di danneggiare i voti dei ragazzi. Inoltre, potrebbe influenzare negativamente l’esito degli esami di maturità, rendendo più difficile l’accesso ad alcuni corsi universitari.

Nel corso della ricerca, il dottor Bensnes ha studiato il rapporto esistente tra il livello dei pollini nell’aria e le performance scolastiche di alcuni studenti delle scuole superiori. Nello specifico, ha confrontato i risultati ottenuti dai singoli ragazzi nei test finali del quadriennio 2008-2011, con la presenza dei granuli pollinici nell’aria durante i giorni d’esame.

Al termine dell’indagine, l’esperto ha osservato che nelle giornate in cui il livello dei pollini superava i 20 grani di polline per metro cubo d’aria, i voti medi dagli studenti erano più bassi del 2,5%. Partendo dal presupposto che i soggetti non allergici non dovrebbero aver risentito della maggiore presenza dei granuli pollinici, Bensnes ha calcolato che uno studente allergico su dieci potrebbe aver subito un calo di rendimento a causa dell’incremento del livello dei pollini nell’aria.

Alla luce dei risultati ottenuti, il ricercatore ritiene che gli alunni allergici potrebbero essere svantaggiati rispetto ai loro coetanei che non soffrono di allergia. Non solo perché potrebbero ottenere punteggi più bassi, ma anche perché, a causa di questi voti, potrebbero non avere la possibilità di frequentare i corsi universitari che presentano requisiti d’ingresso più restrittivi. “I risultati dello studio suggeriscono che gli alunni che soffrono di allergia al polline non hanno la possibilità di studiare quello che vorrebbero all’università – conclude l’esperto -, non perché le loro abilità siano inferio

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