Alzheimer e sclerosi multipla, scoperto nel cervello il principio piccante del peperoncino

Sergio Oddi, docente di Biochimica alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo è coautore di un lavoro di ricerca appena pubblicato su Nature Communications , una delle più importanti riviste scientifiche internazionali nel settore delle Scienze Multidisciplinari.

Il lavoro dimostra, per la prima volta, la presenza nel cervello del canale ionico TRPV1, il recettore degli endovanilloidi e della capsaicina, il principio piccante del peperoncino. In particolare, lo studio chiarisce come in alcune aree cerebrali e in alcuni sotto-tipi cellulari specializzati nella risposta immunitaria, questo recettore svolga un importante ruolo nel controllo della risposta neuroinfiammatoria e del dolore cronico neuropatico, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici per malattie associate ad una componente infiammatoria del cervello, come la sindrome di Alzheimer e la sclerosi multipla.

La ricerca è il frutto della una stretta collaborazione di Sergio Oddi con la Fondazione Santa Lucia e l’European Brain Research Institute-Fondazione Rita Levi Montalcini di Roma.

Si stima che nei prossimi anni ad essere colpiti da malattie neurodegenerative saranno centinaia di milioni di persone. Sono in costante crescita e non molto tempo fa sembrava che non ci si potesse far nulla: le malattie degenerative hanno in genere un decorso lento e progressivo in cui alcune funzioni del sistema nervoso vengono perdute. Morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica: i loro nomi sono diventati noti perché colpiscono sempre più anziani. Si prevede che il morbo di Alzheimer e le altre forme di demenze quadruplicheranno entro il 2050, mentre per il morbo di Parkinson si stima un raddoppio nel 2030. Abbiamo sempre creduto che le cellule nervose non possono essere sostituite, ma i ricercatori non si sono arresi e oggi si intravede la possibilità di sviluppare terapie efficaci contro queste patologie così invalidanti.

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