Asma in gravidanza, sintomi trattamento e cura

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che colpisce circa 3 milioni di italiani e 300 milioni di persone al mondo. A causarla un mix di fattori genetici ed ambientali, di cui ancora non si conoscono tutti i particolari. Fra i sintomi, tosse, mancanza di respiro, sibili, costrizione toracica. Talvolta possono manifestarsi tipici attacchi che regrediscono spontaneamente o con farmaci. Se non controllata, la patologia può avere conseguenze gravi. Il controllo è basato sulla revisione periodica della risposta, sulla valutazione e sull’aggiustamento del trattamento.

CONTROL’ASMA week, dal 5 al 9 giugno, in varie città italiane sono previsti consulti gratuiti e senza necessità di impegnativa del medico, dedicati a tutte le persone che hanno una diagnosi di asma. Per ottenere un appuntamento nel centro specialistico più vicino, è necessario telefonare al numero verde 800628989, attivo dal 15 maggio 2017, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Gli esperti ricordano di non rivolgersi direttamente ai centri aderenti, ma di telefonare prima al numero verde sopraindicato. Il numero di posti disponibili è limitato (circa 40 per ogni centro aderente), dato che reso possibile grazie all’opera volontaria degli specialisti: pertanto è opportuno fissare l’appuntamento quanto prima. Inoltre, il calendario delle consulenze segue uno schema ben preciso, con orari fissi dal 5 al 9 giugno.

L’asma in gravidanza si caratterizza per una maggiore instabilità funzionale e clinica, che spesso rende difficile il controllo della malattia. Infatti, circa un terzo delle pazienti va incontro a riacutizzazione durante la gravidanza e l’asma che prima era di entità moderato-severa può evolvere verso stadi di maggiore gravità. In virtù dei cambiamenti ormonali, il primo e l’ultimo mese di gravidanza comportano un minore rischio di riacutizzazione asmatica, mentre il secondo ed il terzo trimestre sono a maggior rischio. Solo il 10% delle gravide va incontro a peggioramento del quadro asmatico durante il travaglio ed il parto, mentre, solitamente dopo tre mesi dal parto, si verifica una remissione della sintomatologia con ripristino della condizione precedente alla gravidanza.

L’asma materno in corso di gravidanza è stato associato ad un maggiore rischio di pre-eclampsia, di basso peso alla nascita, di parto prematuro e di mortalità perinatale, nonché ad un lieve aumento del rischio di specifiche anomalie congenite (gastroschisi, atresia anale, anomalie facciali), anche se non è stato definito se tale aumento è correlabile con i farmaci assunti dalla madre durante il primo trimestre o alla stessa malattia materna.

Il trattamento dell’asma si basa sull’identificazione e riduzione dell’esposizione a specifici fattori di rischio che causano gli attacchi d’asma e sulla terapia farmacologica. Quest’ultima ha l’obiettivo di mantenere un’adeguata ossigenazione al feto evitando riacutizzazione della sintomatologia materna.

Come deve essere trattata e curata una donna affetta da asma in gravidanza?

Una delle prime cose da fare è cercare di allontanare la donna da un ambiente con possibilità di sviluppare o favorire l’attacco asmatico; le donne dovrebbero vivere in ambienti sani e puliti, privi di polvere o sostanze allergeniche. Si possono comunque assumere farmaci corticosteroidi per curare la flogosi o infiammazione bronchiale, mentre altri appartenenti alla categoria Beta2agonisti risolvono la stenosi bronchiale. Si possono utilizzare per via orale ed inalatoria; in caso di asma allergica sono possibili anche gli antistaminici.
È consigliabile farsi controllare dal ginecologo regolarmente ed in particolare effettuare l’ecografia per controllare la crescita fetale anche mensilmente, soprattutto se l’asma è dura da vincere. Oltre all’ecografia, gli esami dovrebbero essere anche cardiotocografici per avere maggiore informazione su battito e ritmo cardiaco della madre e del nascituro.

Le donne in gravidanza dovrebbero essere informate che vi é maggior rischio per il loro bambino se l’asma non é mantenuto sotto adeguato controllo, e che la maggior parte dei moderni trattamenti antiasmatici non comporta rischi significativi. Anche ove sia presente un ottimo rapporto medico-paziente, può essere utile rassicurare ulteriormente le pazienti consegnando loro dei materiale scritto sull’asma in gravidanza.

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