Cannella: alleata della salute, un brucia grassi per eccellenza

La cannella ha innumerevoli proprietà benefiche: è un antiossidante, ha proprietà antibatteriche, antisettiche, stimolanti e digestive. Aiuta anche a contrastare gli effetti deleteri di una dieta troppo ricca di grassi. E’ quanto emerge da una ricerca condotta una su animali, e presentata a Minneapolis nel corso delle Scientific Sessions della American Heart Association’s Arteriosclerosis.

La ricerca è stata condotta su due gruppi di topolini, tutti sottoposti ad un’alimentazione eccessivamente grassa. Solo il primo gruppo di animali ha preso per 12 settimane tutti i giorni un integratore a base di cannella. Rispetto agli altri topini, quindi, quelli che prendono la cannella risultano più in salute dopo la 12/ima settimana, più protetti dall’insalubre alimentazione cui sono stati sottoposti.

Lo studio, di Vijaya Juturu, della OmniActive Health Technologies Inc a Morristown nel New Jersey, dimostra che assumere un po’ di cannella ogni giorno riduce la formazione di grasso corporeo, specie sulla pancia, attiva dei processi antinfiammatori e antiossidanti protettivi per l’organismo. Inoltre il consumo regolare di cannella riduce la glicemia, i grassi nel sangue, l’insulina, e tutte le molecole note per essere coinvolte nel processo di immagazzinamento dei grassi.

La cannella può anche aiutare contro il morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa devastante, che colpisce in maggioranza le persone anziane, ma non solo, nel 15 per cento dei casi è diagnosticata anche a pazienti di età inferiore ai 50 anni. Come detto la cannella è metabolizzata dal fegato in benzoato di sodio, un farmaco utilizzato nel trattamento dei difetti metabolici epatici associati a iperammoniemia e anche ampiamente usato come conservante alimentare grazie al suo effetto igienizzante.

È noto che alcune proteine importanti come Parkin e DJ-1 si riducono nel cervello di pazienti con il Morbo di Parkinson. Dalla ricerca sui topi alimentati con la cannella è emerso che una volta che questa è metabolizzata, ferma la perdita di Parkin e DJ-1, protegge i neuroni, normalizza i livelli di neurotrasmettitori e migliora le funzioni motorie nei topi con la malattia di Parkinson. Ora occorre verificare se la somministrazione della famosa e apprezzata spezia avrà effetti benefici anche sull’uomo.

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