Clima, Trump: Accordo di Parigi: “francamente me ne infischio”

“Annuncerò la mia decisione sugli accordi di Parigi nei prossimi giorni, faremo l’America di nuovo grande!”. E’ quanto ha annunciato lo stesso Donald Trump, con un tweet subito dopo che diverse testate americane hanno rivelato che il presidente avrebbe deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima.

La Casa Bianca è divisa per la questione del clima, Ivanka guida il fronte di chi invece ritiene molto pericoloso e controproducente uscire dall’accordo di Parigi. E con lei è schierato Rex Tillerson, come si conviene al capo della diplomazia, e in linea con il suo successore alla guida di Exxon Mobil, Darren Woods, che ha scritto recentemente che rimanere nell’accordo di Parigi sarebbe prudente.

Un piccolo team di esperti, tra i quali il capo dell’agenzia per la difesa dell’ambiente (Epa) Scott Pruitt, è al lavoro per definire i dettagli su come il ritiro dall’accordo verrà eseguito, scrive ancora Axios, secondo il quale in particolare si deve stabilire se avviare un completo ritiro formale – che potrebbe richiedere fino a tre anni – o una uscita dal trattato delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che potrebbe essere una soluzione più veloce ma anche più estrema. Molto media americani stanno rilanciando la notizia, in particolare Abc e Cbs, che confermano le indiscrezioni con proprie fonti alla Casa Bianca.

Per contrasto, nel vertice di venerdì Ue e Cina annunceranno che continueranno a rispettare l’accordo di Parigi sul clima e nelle conclusioni, già “stabilizzate” sul tema, e saranno annunciati “dettagli sulle misure concrete di attuazione” dell’accordo. Lo indicano fonti europee a due giorni dal vertice che formalmente comincerà domani sera con la cena del premier Li Keqiang con i presidenti Donald Tusk e Jean-Claude Juncker all’Europa Building di Bruxelles. L’eventuale ritiro degli Usa “non è la fine del mondo”, aggiungono le fonti.

A questo proposito il portavoce del governo tedesco ha commentato che Berlino “si riconosce in modo inequivocabile nell’accordo di Parigi: speriamo che gli Usa si sentano ancora vincolati a questo”.

Ratificato da un presidente, Barack Obama, l’accordo Cop 21 di Parigi sul clima può essere denunciato allo stesso modo dall’attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, senza passare per il Congresso. Gli Usa avevano annunciato la ratifica dell’accordo sulla riduzione delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra il 3 settembre 2016, insieme alla Cina, alla vigilia del G20 ad Hangzhou. La ratifica Usa porta la firma di Obama, uno dei principali artefici dell’intesa, senza l’approvazione del Senato (richiesta in genere per i Trattati) perché la sua amministrazione lo ha ritenuto un “accordo esecutivo” per il quale basta l’autorità del presidente. Che ora, sfruttando un meccanismo analogo, può anche decidere di ritirare gli Usa dall’accordo.

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