Con 100 minuti a settimana il corpo si nutre e si ‘sfiamma’ grazie all’attività fisica

Praticare regolarmente un’attività fisica è una delle abitudini migliori in grado di garantire il benessere fisico. Infatti, bastano cento minuti di attività fisica la settimana per essere in salute e vivere più a lungo e ‘sfiammare’ l’organismo. Il corpo, si nutre e si ‘sfiamma’ anche grazie all’attività fisica. Proprio come il cibo, il movimento allena le cellule a disattivare i geni pro-infiammatori e ad attivare quelli della longevità.

Perché l’esercizio fisico, al pari dell’alimentazione, può modificare l’espressione dei geni. Ecco perché l’attività fisica è uno dei pilastri della Positive Nutrition, la nuova ‘formula’ della longevità, che riprende l’omonimo titolo del nuovo libro di Barry Sears, biochimico americano ideatore della dieta Zona.

Se ne è parlato oggi a Milano all’International Congress Science in Nutrition organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell’alimentazione. Dunque movimento e cibo giocano in tandem, perché l’attività fisica aiuta a controllare l’infiammazione ma il cibo giusto aiuta a migliorare la performance. Dando vita a 7 regole chiave, che insieme possono migliorare la qualità di vita.

Le 6 indicazioni dell’esperto:

1. La “dose” giusta di movimento. Gli studi scientifici suggeriscono di praticare 3 allenamenti la settimana. In pratica, un giorno sì e uno no

2. Rispettare l’interval training, ovvero l’intervello tra gli esercizi sportivi con un allenamento ad alta intensità con la massima quantità di ossigeno che i muscoli consumano al minuto, seguito da 3-4 minuti di recupero

3. L’allenamento a digiuno. Lo sport svolto con una scarsa disponibilità di energia aziona l’enzima della vita, l’AMP chinasi che, se attivato, sostiene la longevità. Questa molecola viene attivata proprio quando la cellula ha poca energia;

4. L’allenamento ‘concorrente’, ovvero, non solo allenamento aerobico. Al corpo serve esercitare anche la forza muscolare. Abbinare i due tipi di allenamento nell’arco della giornata o della settima;

5. L’importanza dell’idratazione. Bisogna bere sempre e nelle giuste dosi, due litri d’acqua al giorno, anche quando non si ha sete;

6. La giusta intensità. Il fiato è un buon metro di misura dell’intensità di un allenamento. Nella prima fase di riscaldamento la respirazione non deve essere mai affannata.

La lista degli effetti positivi dell’attività fisica sull’organismo è lunghissima: favorisce la captazione di ossigeno da parte dei tessuti, aumenta la sensibilità all’insulina, migliora il profilo dei lipidi nel sangue (innalza il colesterolo buono Hdl e abbassa i trigliceridi), fa diminuire la pressione del sangue, riduce l’aggregazione piastrinica e potenzia l’attività fibrinolitica ( in altre parole contrasta la formazione di placche aterosclerotiche), ottimizza la funzione cardiaca, la densità delle ossa, le difese immunitarie, riduce l’infiammazione, previene l’obesità e migliora le funzioni psicologiche.

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